
Reggio Calabria - Il Consiglio regionale ha eletto stasera i componenti degli Uffici di presidenza delle sole quattro commissioni consiliari permanenti. "In vista dell'istituzione di una Commissione speciale, la terza, per le Riforme e lo Statuto ed in attesa del relativo provvedimento - ha spiegato il presidente del Consiglio, Antonio Scalzo - sono rinviate alla prossima seduta le elezioni riguardanti le nomine nelle tre Commissioni speciali: Riforme e Statuto, Commissione speciale contro la 'ndrangheta e Commissione speciale di Vigilanza".
Nelle successive votazioni sono stati eletti nella prima Commissione "Affari istituzionali, affari generali, riforme e decentramento", Franco Sergio (20 preferenze), Presidente, Nazzareno Salerno (10 preferenze) vice presidente e Michelangelo Mirabello, consigliere segretario (21 preferenze). In seconda Commisione "Bilancio, programmazione economica e attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero" sono stati eletti Pietro Aieta (18 preferenze) presidente e Fausto Orsomarso (6 preferenze) vicepresidente. Consigliere segretario, con 20 preferenze, è stato eletto Mauro D'Acri. Nella terza Commissione "Sanità, Attività sociali, culturali e formative" presidente è stato eletto Michelangelo Mirabello (18 preferenze), vice presidente Sinibaldo Esposito (9 preferenze) e Consigliere segretario Giuseppe Giudiceandrea (16 preferenze). Infine, nella quarta Commissione "Assetto e utilizzazione del territorio e protezione dell'ambiente", è stato eletto presidente Nicola Irto (20 preferenze), vice presidente Domenico Tallini (6 preferenze) e segretario, Giovanni Nucera (20 preferenze).
In chiusura di seduta il consigliere Domenico Battaglia ha chiesto ed ottenuto l'inserimento all'ordine dei lavori di una delibera d'urgenza della Giunta regionale inerente il riconoscimento del debito fuori bilancio a favore della Società di gestione dell'Aeroporto dello Stretto. Argomento sostenuto anche dall'assessore ai Trasporti, Nino De Gaetano, che ha brevemente richiamato in aula le iniziative intraprese in vista di un incontro romano. Sono intervenuti anche Giovanni Nucera di Sel e Francesco Cannizzaro (Cdl) il primo per chiedere al Presidente della Giunta ed all'assessore ai Trasporti l'avvio di un ragionamento più ampio e dettagliato sulla Sogas. Il secondo, pur apprezzando la decisione della Giunta, ha affermato che essa rappresenta "una sorta di garza ad un'emorragia molto più ampia e molto più complessa come la Sogas". Approvati all'unanimità, infine, due ordini del giorno: il primo del consigliere Sebi Romeo sul piano di riorganizzazione dei servizi di Poste Italiane in cui si prevede la chiusura di 25 uffici e la razionalizzazione di altri 35 ed il secondo del consigliere Giovanni Arruzzolo riguardante la pesante crisi in cui versa l'agrumicoltura calabrese. Il Consiglio sarà riconvocato a domicilio.
Oliverio, no resa a crisi, si può crescere
- "Non ci arrendiamo alla crisi. Tornare a crescere è possibile". E' stato questo il leitmotiv dei punti programmatici illustrati in Consiglio dal presidente della Giunta regionale, Mario Oliverio. Oliverio ha rivolto subito un saluto "al neo eletto Presidente della Repubblica. Sergio Mattarella - ha detto - sarà un sicuro garante della Carta Costituzionale, un punto di riferimento importante per l'unità e per consolidare e rafforzare il prestigio internazionale del nostro Paese. Un grazie anche - ha aggiunto Oliverio - al Presidente emerito Giorgio Napolitano per il sevizio reso al Paese con grande equilibrio e ferma determinazione, in una fase travagliata della vita politica ed istituzionale.". In oltre due ore di intervento, Oliverio ha toccato tutti i principali argomenti. Tema di fondo: "costruire la Calabria del futuro, promuovere una responsabilizzazione collettiva della società calabrese". Nel descrivere i mali della Calabria, Oliverio ha definito "la situazione odierna caratterizzata da una allarmante novità, che va al di là della crisi economica internazionale, dove prevale la sfiducia per il futuro, soprattutto da parte delle nuove generazioni. Vogliamo che cresca e si diffonda una diversa immagine della Calabria, per far sì che sia considerata una terra dove si vive bene e con dignità, attraente per tutti. La Calabria che assume collocazione nell'Europa, della quale smette di essere realtà problematica, periferica, marginale; per rinnovarsi nell'identità di terra privilegiata di Mediterraneo, grande bacino di scambi, frontiera di possibilità da cogliere". "La Calabria - ha spiegato - deve entrare in sintonia con la stagione del cambiamento imposta dalla globalizzazione e dai processi di integrazione europea che vedono il nostro paese impegnato in uno sforzo straordinario per recuperare ritardi e porsi all'altezza della sfida della competizione globale. Si rende necessaria una stagione di riforme istituzionali a partire dalla semplificazione della governance regionale, dalla lotta agli sprechi ed ai privilegi, dal contrasto allo strapotere e alla paralisi della burocrazia, la valorizzazione del merito e delle competenze, la sobrietà nella politica, nell'esercizio delle funzioni pubbliche e di rappresentanza, l'attenzione alle politiche attive per il lavoro e lo sviluppo. Non siamo e non ci consideriamo 'Re Mida', ma siamo certi che di poter dare un contributo determinante per far uscire la Calabria dal pantano in cui è precipitata". C'è attenzione al territorio e alle sue emergenze. E poi c'è la questione Gioia Tauro, "su cui - ha informato Oliverio - abbiamo predisposto alcuni progetti strategici i cui contenuti sono stati già presentati al Presidente del Consiglio. Gioia Tauro non è solo transhipment, ma deve anche dotarsi di multifunzionalità esterne, che sono state già oggetto di un particolare approfondimento programmatico". "Oggi la Calabria - ha detto ancora Oliverio facendo riferimento al turismo - non è considerata meta di turismo culturale, ma questo dovrà essere uno dei pilastri della nostra strategia di sviluppo. Questo straordinario capitale, finora ampiamente sottovalutato, deve essere messo a sistema, salvaguardato e valorizzato".
Secondo obiettivo: creare una regione europea dell'innovazione, dell'istruzione, della competitività. La centralità del lavoro, dell'istruzione, della formazione, ma anche rendere competitivi i sistemi produttivi per aiutare le imprese a superare la crisi. "Occorre - ha spiegato ancora Oliverio - mettere in campo politiche attive del lavoro perché i nostri lavoratori inoccupati e i nostri disoccupati siano nelle condizioni di rientrare nel mercato del lavoro quando la fase espansiva dell'economia, se ci sarà, finalmente ricomincerà a creare occupazione". Oliverio ha parlato dei grandi servizi: il ciclo dei rifiuti, la gestione del servizio idrico, i servizi di tutela ambientale. "Tre grandi ambiti per la collettività, tre banchi di prova della sostenibilità ambientale, ma anche tre settori di grande impatto economico potenziale". In riferimento alla sanità, Oliverio ha parlato di un sistema frammentato e incompleto. "Oggi - ha detto - è al livello peggiore mai registrato, in termini di organizzazione, qualità dei servizi, offerta territoriale. Ricostruire un sistema di welfare della salute in Calabria è un imperativo improrogabile, ma ancora più urgente è la necessità di porre mano ad interventi mirati ad uscire dall'emergenza e a garantire i livelli essenziali di assistenza (Lea)". Oliverio ha dedicato attenzione alla Sua "che - ha detto - dovrà essere dotata delle risorse necessarie per svolgere efficacemente i suoi compiti e dovrà essere riorganizzata con l'obiettivo di aumentare l'efficienza, velocizzare le procedure, evitare ingorghi burocratici, fornire migliori servizi agli enti locali". "Il mio unico interesse nei prossimi cinque anni sarà la Calabria - ha sostenuto ancora Oliverio - e so di avere bisogno di una collaborazione ampia. Sarà mia cura ricercarla. Il nostro compito è quello di promuovere una nuova classe dirigente, a tutti i livelli della vita regionale. I calabresi, da sempre, sono un popolo che ha subito tragedie, ha attraversato difficoltà, ha vissuto catastrofi e patito sofferenze. Ma è sempre riuscito a risorgere. Sono certo che, ancora una volta, con l'aiuto di tutti, ce la faremo a ridare speranza e futuro alle calabresi ed ai calabresi".
"Non ci arrendiamo alla crisi. Tornare a crescere è possibile". E' stato questo il leitmotiv dei punti programmatici illustrati in Consiglio dal presidente della Giunta regionale, Mario Oliverio. Oliverio ha rivolto subito un saluto "al neo eletto Presidente della Repubblica. Sergio Mattarella - ha detto - sarà un sicuro garante della Carta Costituzionale, un punto di riferimento importante per l'unità e per consolidare e rafforzare il prestigio internazionale del nostro Paese. Un grazie anche - ha aggiunto Oliverio - al Presidente emerito Giorgio Napolitano per il sevizio reso al Paese con grande equilibrio e ferma determinazione, in una fase travagliata della vita politica ed istituzionale.". In oltre due ore di intervento, Oliverio ha toccato tutti i principali argomenti. Tema di fondo: "costruire la Calabria del futuro, promuovere una responsabilizzazione collettiva della società calabrese". Nel descrivere i mali della Calabria, Oliverio ha definito "la situazione odierna caratterizzata da una allarmante novità, che va al di là della crisi economica internazionale, dove prevale la sfiducia per il futuro, soprattutto da parte delle nuove generazioni. Vogliamo che cresca e si diffonda una diversa immagine della Calabria, per far sì che sia considerata una terra dove si vive bene e con dignità, attraente per tutti. La Calabria che assume collocazione nell'Europa, della quale smette di essere realtà problematica, periferica, marginale; per rinnovarsi nell'identità di terra privilegiata di Mediterraneo, grande bacino di scambi, frontiera di possibilità da cogliere". "La Calabria - ha spiegato - deve entrare in sintonia con la stagione del cambiamento imposta dalla globalizzazione e dai processi di integrazione europea che vedono il nostro paese impegnato in uno sforzo straordinario per recuperare ritardi e porsi all'altezza della sfida della competizione globale. Si rende necessaria una stagione di riforme istituzionali a partire dalla semplificazione della governance regionale, dalla lotta agli sprechi ed ai privilegi, dal contrasto allo strapotere e alla paralisi della burocrazia, la valorizzazione del merito e delle competenze, la sobrietà nella politica, nell'esercizio delle funzioni pubbliche e di rappresentanza, l'attenzione alle politiche attive per il lavoro e lo sviluppo. Non siamo e non ci consideriamo 'Re Mida', ma siamo certi che di poter dare un contributo determinante per far uscire la Calabria dal pantano in cui è precipitata". C'è attenzione al territorio e alle sue emergenze. E poi c'è la questione Gioia Tauro, "su cui - ha informato Oliverio - abbiamo predisposto alcuni progetti strategici i cui contenuti sono stati già presentati al Presidente del Consiglio. Gioia Tauro non è solo transhipment, ma deve anche dotarsi di multifunzionalità esterne, che sono state già oggetto di un particolare approfondimento programmatico".
"Oggi la Calabria - ha detto ancora Oliverio facendo riferimento al turismo - non è considerata meta di turismo culturale, ma questo dovrà essere uno dei pilastri della nostra strategia di sviluppo. Questo straordinario capitale, finora ampiamente sottovalutato, deve essere messo a sistema, salvaguardato e valorizzato". Secondo obiettivo: creare una regione europea dell'innovazione, dell'istruzione, della competitività. La centralità del lavoro, dell'istruzione, della formazione, ma anche rendere competitivi i sistemi produttivi per aiutare le imprese a superare la crisi. "Occorre - ha spiegato ancora Oliverio - mettere in campo politiche attive del lavoro perché i nostri lavoratori inoccupati e i nostri disoccupati siano nelle condizioni di rientrare nel mercato del lavoro quando la fase espansiva dell'economia, se ci sarà, finalmente ricomincerà a creare occupazione". Oliverio ha parlato dei grandi servizi: il ciclo dei rifiuti, la gestione del servizio idrico, i servizi di tutela ambientale. "Tre grandi ambiti per la collettività, tre banchi di prova della sostenibilità ambientale, ma anche tre settori di grande impatto economico potenziale". In riferimento alla sanità, Oliverio ha parlato di un sistema frammentato e incompleto. "Oggi - ha detto - è al livello peggiore mai registrato, in termini di organizzazione, qualità dei servizi, offerta territoriale. Ricostruire un sistema di welfare della salute in Calabria è un imperativo improrogabile, ma ancora più urgente è la necessità di porre mano ad interventi mirati ad uscire dall'emergenza e a garantire i livelli essenziali di assistenza (Lea)". Oliverio ha dedicato attenzione alla Sua "che - ha detto - dovrà essere dotata delle risorse necessarie per svolgere efficacemente i suoi compiti e dovrà essere riorganizzata con l'obiettivo di aumentare l'efficienza, velocizzare le procedure, evitare ingorghi burocratici, fornire migliori servizi agli enti locali". "Il mio unico interesse nei prossimi cinque anni sarà la Calabria - ha sostenuto ancora Oliverio - e so di avere bisogno di una collaborazione ampia. Sarà mia cura ricercarla. Il nostro compito è quello di promuovere una nuova classe dirigente, a tutti i livelli della vita regionale. I calabresi, da sempre, sono un popolo che ha subito tragedie, ha attraversato difficoltà, ha vissuto catastrofi e patito sofferenze. Ma è sempre riuscito a risorgere. Sono certo che, ancora una volta, con l'aiuto di tutti, ce la faremo a ridare speranza e futuro alle calabresi ed ai calabresi".
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