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Catanzaro - Maggiori controlli su determinati fenomeni distorsivi del mercato del lavoro, dal lavoro nero al caporalato e allo sfruttamento della manodopera straniera. Ne hanno articolato procedure e iniziative le commissioni parlamentari Antimafia e Agricoltura in una risoluzione proposta da Massimiliano Bernini, Chimienti, Lupo, L’Abbate e altri, tutti del Movimento 5 Stelle, e destinata ad impegnare il governo sul fronte della regolarizzazione dei rapporti di lavoro nell’impiego di manodopera in agricoltura e contro l’”agromafia”, altro ambito di particolare interesse della criminalità organizzata. Il fenomeno è antico. Solo negli ultimi decenni è stato oggetto di attenzione da parte delle istituzioni. Tra il 1995 e il ’96 fu istituita una commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno del caporalato, ma, al di là delle analisi, i risultati non valsero a fronteggiare adeguatamente il fenomeno, che nel gennaio del 2010, a Rosarno, toccò il suo picco clamoroso con violenti scontri tra residenti e lavoratori migranti. La risoluzione, tra l’altro, mira all’”utilizzo delle liste di lavoratori inseriti nella Borsa continua nazionale del lavoro o presso i centri dell’impiego pubblici, da parte dei datori di lavoro, attraverso sgravi fiscali, assicurativi, previdenziali e burocratici”. Non solo. Richiede anche, in accordo con le Regioni, di istituire sperimentalmente la figura del “Garante del lavoro agricolo” competente sui servizi di intermediazione tra lavoratori e datori di lavoro.       

L.M.P

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