
Catanzaro - In attesa che si definisca il quadro esatto degli eletti – a questo punto se ne parlera’ la prossima settimana – prima del suo insediamento a Palazzo Alemanni il presidente Oliverio iniziera’ a discutere piu’ nel merito del nodo della squadra di governo che l’accompagnera’ nel suo quinquennio. Nodo non semplice per tante ragioni, non ultima le ristrettezze che il nuovo Statuto regionale gli pone, sia in termini di numero degli assessori che di loro provenienza. Al momento non si potra’ andare oltre i 6 di cui il 50% esterno (nel senso che e’ definito il numero massimo ma possono essere anche zero).
Oliverio si giovera’ al massimo della possibilita’ di nominare tre esterni e proprio su questo segmento giochera’ la sua partita di inserimento delle donne nel suo esecutivo, visto che il quadro che gli ha consegnato l’esito delle urne vede una sola donna eletta nella sua maggioranza (la crotonese Floro Sculco). Il toto assessori impazza in queste ore ma non c’e’ in realta’ alcuna candidatura che abbia preso piu’ corpo delle altre. Tanti i nomi, tanti i papabili ma l’altro punto sara’ quello delle competenze e dell’ equilibrio territoriale. Su quest’ultimo aspetto, ad esempio, si gioca la partita del nuovo Presidente del Consiglio Regionale. Ovviamente non sara’ di Cosenza ma potrebbe essere di Reggio Calabria (favorito Sebi Romeo) mentre da Catanzaro si preme per una nomina in Giunta (Ciconte?).
Forse gia’ oggi Oliverio ne parlera’ con Renzi e la prossima settimana inizieranno gli incontri con la coalizione, che pero’ saranno pochi e non ultimativi, nel senso che alla fine decidera’ il neo Governatore. Nel suo partito, il Pd, Oliverio ha il via libero e ogni sua scelta sara’ condivisa ed appoggiata. Sono lontani i tempi dei renziani che dettavano legge! Ridotti al lumicino (praticamente un solo consigliere di quelli eletti domenica fa capo a Magorno, ma per il tramite del reggino Demetrio Battaglia), gli uomini in Calabria del Premier sembrano ormai ad un’armata in ritiro, privi di prospettive e tramortiti dall’ondata gigantesca che Mario Oliverio ha con cura preparato per mesi e mesi e poi fatta abbattere con fragore nella notte del 23 novembre.
F.V.
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