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Catanzaro - "Apprendo con amarezza che la Consulta ha bocciato la legge regionale 29 del 2013 perchéin contrasto con il Piano di rientro: rimane valido l'articolo 4 che va corretto in meglio e cioèva portata al 50%, secondo la nuova legge nazionale, la riserva per quanti abbiano i requisiti della legge 296".

Lo afferma in una nota il senatore del Nuovo Centrodestra, Antonio Gentile. "Rimane valida per la Consulta - aggiunge - anche la parte relativa all'equiparazione dei requisiti per quanti siano stati dichiarati subordinati dal giudice o dagli enti di previdenza, tanto che non ècitata nella Sentenza. Secondo la Consulta, in sostanza, non si poteva legiferare sulla stabilizzazione perchèla Regione aveva vincoli di rientro. Io rispetto la Consulta e le sentenze ma faccio notare che èla terza legge regionale bocciata dal 2008 e questo significherebbe, purtroppo, che tutti gli stabilizzati, anche a tempo determinato, sarebbero oggi illegittimi". "Il Consiglio regionale deve correggere la legge - prosegue Gentile - dopo la sentenza inserendo la quota del 50%, mentre adesso Governo e Regione dovranno concordare il da farsi sugli stabilizzati. Noi ci abbiamo provato, cosìcome ci provòanche Loiero, ma forse la Calabria èuna Regione di serie B: èl'unica in cui non puòessere applicata la legge 296 del 2006 e non èuna bella cosa. L'impegno che abbiamo profuso con Chiappetta era volto a risolvere il problema degli stabilizzati: un problema rimasto aperto e divenuto oggi drammatico. Talarico inserisca modifiche all'articolo 4 della legge, con ampliamento al 50% dei posti e conferma equiparazione subordinati per sentenza e istituti di previdenza”.

"La fattispecie della sentenza emessa dalla Consulta comporta un vuoto legislativo per cui c'èil rischio che il personale a tempo determinato perda da subito il lavoro senza un intervento legislativo regionale". Lo affermano, in una nota congiunta, il coordinatore regionale del Nuovo centrodestra, Antonio Gentile, e il capogruppo in Consiglio, Gianpaolo Chiappetta. "Le proroghe concesse a livello nazionale infatti, - aggiungono - fanno riferimento a un quadro normativo originario che in Calabria non c'è. Per questo ènecessario modificare l'art 4, portando al 50% la riserva di personale per i concorsi e stabilire che sono protratti sino a indizione dei concorsi i contratti a tempo determinato per il personale in servizio, mentre per quanti siano in possesso dei requisiti delle leggi 296/06 e 244/07 e siano stati dichiarati subordinati dal giudice èprevista la selezione a tempo determinato". "Senza questi accorgimenti, che ci auguriamo tutto il Consiglio approvi - concludono Gentile e Chiappetta - i precari potrebbero trovarsi senza lavoro e questo significherebbe la paralisi per il nostro servizio sanitario".

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