
Lamezia Terme - I coordinatori dei comitati montani calabresi, Antonio Maida, Alessandro Sirianni (Soveria Mannelli), Giulia Zanfino (Acri), Giovanni Guzzo (San Giovanni in Fiore), Salvatore Albanese (Serra San Bruno), hanno scritto al Commissario Straordinario Massimo Scura, al Sub Commissario Andrea Urbani, al presidente della Giunta Regionale Mario Oliverio ed al residente del Consiglio Regionale Antonio Scalzo, chiedendo di essere ricevuti per discutere delle criticità non più procrastinabili in materia di Sanità che investono i comuni montani. Di seguito pubblichiamo il contenuto della missiva.
"Considerando le criticità dei territori sopra elencati, che per contestualizzazione investono oltre centocinquantamila abitanti, sottoposti a regime commissariale, su cui grava la commissione romana del “Tavolo Massicci” e il recente e perentorio periodo che definisce in ulteriori tre anni tale commissariamento, intendono porre alla Vostra attenzione le non più prorogabili richieste volte a garantire i livelli minimi di assistenza non più garantiti.
I predetti ospedali, tali poiché ancora presenti in tutte le strutture in oggetto il solo reparto di medicina con soli venti posti letto, a cui si aggiungono pochi servizi perlopiù h8, quali: radiologia, laboratorio analisi, cardiologia (dove presente), fisiatria (dove presente), ortopedia (dove presente), pediatria (dove presente), anestesista (dove presente) e i Pronto Soccorso non riescono a svolgere e garantire un’assistenza efficace in zone morfologicamente complesse, spesso distanti dal primo Hub o Spoke circa 50 chilometri. La continua messa a pensionamento di medici e paramedici, non sostituiti, segna inesorabilmente molti dei servizi sopra elencati di fatto sopprimendoli. La naturale diminuzione del personale mette a serio repentaglio l’assistenza già ridotta al minimo, cagionando potenziali casi di malasanità che questo Comitato non intende vivere in modo passivo ma qualora necessario facendosene pieno carico anche con costituzione di parte civile in eventuali procedimenti giudiziari.
Riteniamo altresì preoccupante l’indirizzo dei commissari che intendono sbloccare il Turn Over, tramite eventuali deroghe da come si apprende dagli organi di stampa per l’implementazione di personale medico (105 unità) in modo esclusivo alle strutture Hub e Spoke, tralasciando gli ospedali montani. Negli ospedali a noi facenti riferimento, si potrebbe ovviare a tali propositi delocalizzando il numeroso personale attivo sul territorio dislocandolo nella rete ospedaliera con provvedimenti giudiziosi e tempestivi all’uopo si fa riferimento ai dati dell’Agenas che riscontrano anomalie sui costi impropri del personale più alto di quelle di altre regioni (fonte il Quotidiano: “Il paradosso è che il personale manca dove serve,, in corsia, nel pronto soccorso, nelle sale operatorie, mentre abbonda nei servizi amministrativi. Si tratta di personale, anche medico, imboscato in altre attività e non per servizi clinici…(…))”. Le nostre richieste, possibili e attuabili, poco hanno a che vedere con dinamiche specifiche che riconducono a criteri di ospedalità, in quanto specifiche per i soli servizi minimi come sopra meglio specificati e prettamente di natura ambulatoriale.
Si fa presente che alcune delle strutture citate, sono provviste di sale operatorie di recente costruzione altamente tecnologiche che potrebbero essere usate in regime di Day Surgery, per come negli indirizzi recenti dei vari Dg competenti che con calendarizzazione settimanale nelle varie branchie chirurgiche potrebbero fare fronte alle numerose richieste dei territori di competenza. RETE MERGENZA URGENZA – Le predette strutture nei Pronto Soccorso lamentano la mancanza delle consulenze chirurgiche almeno in h8, chirurgia, ginecologia e ortopedia necessarie per un normale svolgimento delle attività mediche e diagnostiche oltre che lamentare una guardia attiva di anestesia. All’uopo chiediamo di essere ricevuti dai Vs. Uffici per poter, nei dettagli, fornire le nostre posizioni, non pretestuose ma oggettivamente sostenibili. Molti dei Comitati debitamente registrati, nel corso degli anni sono stati protagonisti di iniziative popolari, hanno avuto l’appoggio di numerosi cittadini, nonché di operatori sanitari dove in molti casi hanno firmato appositi moduli di delega di rappresentanza ai comitati predetti. Con osservanza, firmato i coordinatori: Antonio Maida, Alessandro Sirianni, Giulia Zanfino, Giovanni Guzzo, Salvatore Albanese".
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