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Roma - Dalila Nesci, deputata del M5s, ha rinunciato alle sue funzioni di relatrice del decreto Calabria. Ad annunciarlo in Aula è stato il vicepresidente del Senato Fabio Rampelli riprendendo l'esame alla Camera. Al suo posto, la presidente della commissione Affari sociali Marialucia Lorefice, anche lei M5s. La Nesci si è dimessa dopo due giorni di discussione parlamentare nel corso della quale è scoppiato il caso su Pierluigi Scaffidi, collaboratore della Nesci e in un primo tempo nella rosa dei papabili commissari delle Aziende calabresi.

Nesci: "Lascio, ma ho sempre agito con correttezza"

Ho sempre svolto con correttezza, dedizione e spirito di servizio" gli incarichi ricevuti. Così la deputata del M5s Dalila Nesci ha annunciato in Aula di essersi dimessa da relatrice del decreto Calabria. A chiedere un passo indietro era stato, nel pomeriggio, il Pd per via del presunto conflitto di interessi con uno dei candidati a commissario delle aziende sanitarie della Regione, che sarebbe un collaboratore della deputata. "In queste ore ho subito tanti attacchi e qualcuno ha cercato di buttare ombre sul mio operato e la mia correttezza - ha premesso Nesci - ma poiché intendo assolutamente collaborare al buon andamento dei lavori dell'Aula e poiché credo fermamente nell'urgenza della conversione di questo decreto, con grande senso di responsabilità, serietà e assoluta fermezza sono a ribadire e a informare che ho rimesso il mandato".

Reazioni

Bruno Bossio (Pd): "Decreto funzionale solo agli interessi dei 5stelle"

"Sul decreto Calabria si infrangono tutti i sogni di gloria dei 5stelle. L'onorevole Nesci si è dovuta inevitabilmente dimettere da relatrice del provvedimento. La responsabilità è stata affidata alla presidente della commissione affari sociali". Ad affermarlo è la deputata Pd, Enza Bruno Bossio, a margine della seduta della Camera dedicata alla conversione in legge del decreto Calabria. "La Camera - spiega la parlamentare - ha sollevato un evidente e macroscopico conflitto d'interessi. La ministra alla Salute Grillo ha dovuto ritirare dall'elenco dei papabili commissari delle Aziende calabresi il nome del collaboratore della Nesci". "Due giorni di discussione parlamentare dedicata al decreto Calabria - aggiunge l'onorevole Bruno Bossio - hanno portato allo scoperto tutti i lati oscuri di un provvedimento spacciato come l'unica cura possibile per la sanità calabrese ma, nei fatti, funzionale solo agli interessi di tipo privatistico dei 5stelle. La efficace opposizione in aula del Pd ha avuto il merito di mettere a nudo tutte le opacità e le anomalie normative, nonché l’evidente profilo incostituzionale del provvedimento. Questa vicenda è esemplificativa della reale natura del Movimento 5 Stelle, intransigente e giustizialista con i nemici politici, ipocrita e bugiardo nella propria azione quotidiana di potere".

Delrio (Pd): "Bastava ascoltarsi e capire che questa cosa era indifendibile"

"Sarebbe stato utile, fin dall'inizio avere tutti un atteggiamento leggermente più costruttivo, invece che difendere una cosa indifendibile, com'è successo in questi giorni. Avremmo evitato una bruttissima figura al ministro della Salute e una brutta figura e un fatto personale verso la relatrice". L'ha detto il capogruppo del Pd Graziano Delrio, commentando in Aula le dimissioni di Dalila Nesci del M5s, da relatrice del decreto Calabria. A chiederle, in Aula nel pomeriggio, era stato Francesco Boccia del Pd. "Apprezzo il gesto della deputata", ha premesso Delrio e aggiunto: "Bastava ascoltarsi e capire che questa cosa era indifendibile", sottolineando che "questo gesto, seppur tardivo, forse riconosce la centralità del Parlamento che è meglio tenere presente per il futuro". E ha concluso: "Non abbiamo fatto questa battaglia per le dimissioni, non c'è niente di personale ma solo una questione di rispetto delle istituzioni e di correttezza".

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