Cosenza - Su iniziativa dei deputati cosentini è stata rivolta una interpellanza urgente al presidente Matteo Renzi e ai ministri dell’ambiente, dei Beni Culturali e delle Infrastrutture.
“Di fronte alla modalità che la deputazione del Pd ha scelto per la parlamentarizzazione del tema il Governo nazionale - spiegano in una nota - dovrà ora, in tempi rapidi, presentarsi in aula, alla Camera dei deputati, per annunciare il suo orientamento. Obiettivo primario della interpellanza è quello di ottenere dal Governo la deliberazione dello stato di emergenza. Con questa iniziativa i deputati del Pd hanno inteso, prima di tutto, lanciare l’allarme sui gravi rischi ed i pericoli imminenti che minacciano l’incolumità pubblica e la sicurezza del patrimonio edilizio, del sistema viario ed infrastrutturale. I deputati invocano l’urgenza di investimenti per la messa in sicurezza e l’attivazione di misure straordinarie attraverso l’attivazione dei poteri del Dipartimento della Protezione civile nazionale. Con l’interpellanza si è inteso, altresì, ribadire la necessità della tutela e valorizzazione di un Centro storico che è considerato un bene culturale e monumentale esclusivo nel panorama italiano ed europeo. I deputati, inoltre, hanno voluto esplicitamente richiamare l’attenzione del Governo nazionale per mettere in campo azioni finalizzate a promuovere inclusione sociale per fronteggiare il grave disagio dovuto alla crescente povertà ed all’emergenza del problema casa. Per quanto riguarda il finanziamento dei programmi per la mitigazione del rischio idrogeologico e per la prevenzione dei possibili danni conseguenti ad eventi disastrosi naturali i deputati propongono al Governo di prevedere interventi specifici nell’ambito dell’Accordo di Programma tuttora operante ed affidato alla responsabilità, come commissario, di Mario Oliverio. Al Governo è stata posta, inoltre, la necessità di utilizzare soprattutto la nuova programmazione dei fondi europei per investimenti finalizzati alla rigenerazione urbana, alla ricostruzione della identità e della memoria storica, alla riqualificazione e valorizzazione del patrimonio edilizio, architettonico, archeologico, artistico, religioso ed ambientale".
Di seguito l’interpellanza.
“I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, per sapere – premesso che: la città di Cosenza dispone di un centro storico di alto valore culturale, monumentale ed architettonico, le cui origini risalgono al IV secolo a.C.; il disegno urbano e il pregio dei valori fanno del centro storico bruzio un bene unico nel panorama italiano ed un significativo esempio della cultura urbana europea; interi comparti del suo sistema urbano sono fortemente minacciati da uno stato di abbandono e di degrado che espone a grave rischi la integrità fisico-territoriale e la tenuta della sicurezza sociale; si susseguono, infatti, sempre più numerosi e frequenti crolli conseguenti a cedimenti strutturali di edifici e del sistema viario ed infrastrutturale urbano; risulta ancora più accentuato il rischio sismico anche per le caratteristiche di una struttura urbana a forte concentrazione attraversata da un dedalo di vicoli, scalinate, viuzze e piazzette che conducono ad una miriade di case, chiese e palazzi secolari; la morfologia e la orografia delle colline lungo le quali si snoda l'insediamento del centro storico è contrassegnata da molteplici episodi che fanno elevare il rischio idrogeologico con pericoli sempre più incombenti; il crollo verificatosi nei giorni scorsi, in via Bernardino Bombini, ha interessato una vasta porzione di un edificio posto in una area di impianto medioevale di rilevante interesse storico; è da ritenersi miracoloso il fatto che nel crollo non si sia registrata nessuna vittima considerata l'immediata adiacenza e contiguità di fabbricati abitati; l'edificio crollato è stato più volte oggetto di ordinanze che disponevano interventi urgenti di messa in sicurezza; in analogia con questo caso sono centinaia le ordinanze di sgombero e di demolizione che non vengono eseguite; un così alto numero di ordinanze rappresenta di per sé la testimonianza e la prova della dimensione del fenomeno e del relativo rischio che minaccia il patrimonio edilizio e la incolumità pubblica; è crescente il numero dei palazzi anche di pregio storico che, in seguito all'assenza di interventi di cura e manutenzione, presentano crepe e cedimenti strutturali che possono generare crolli improvvisi; è ampiamente documentata in sede tecnico-istituzionale la diffusione del pericolo in conseguenza del livello elevato del rischio idrogeologico e sismico; i pericoli incombenti interessano aree ad intensa presenza abitativa ma anche di rilevante valenza storico-culturale; il degrado, l'incuria e l'abbandono duraturo e strutturale hanno generato anche la presenza di elevati livelli di rischio ambientale e sanitario –: quali iniziative il Governo intenda assumere per prevenire eventuali danni a seguito di possibili eventi disastrosi che potrebbero colpire le popolazioni e cancellare i segni e le testimonianze che tracciano la identità storica dei luoghi e della comunità; se il Governo ritenga che sussistano i termini per deliberare la dichiarazione dello stato di emergenza, atteso che per fronteggiare la situazione emergenziale in atto, per i caratteri d'urgenza, non è sufficiente l'espletamento di procedure ordinarie, bensì si richiedono provvedimenti extra ordinem, al fine di attivare poteri straordinari in deroga alla, normativa vigente ed affidare, così, alla responsabilità del dipartimento della protezione civile la tempestiva esecuzione di preventivi sgomberi, demolizioni e ogni attività di messa in sicurezza; se il Governo ritenga di prevedere specifici interventi attraverso la rimodulazione dell'Accordo di programma siglato il 25 novembre 2010 e/o anche nella futura programmazione finalizzata alla mitigazione del rischio idrogeologico; se il Governo ritenga, altresì, che nell'ambito dei programmi di utilizzo dei Fondi europei, di intesa con la regione Calabria, di promuovere investimenti per l'attuazione di progetti finalizzati alla rigenerazione urbana, all'accrescimento dei livelli di inclusione e coesione sociale, alla ricostruzione della identità e della memoria storica, alla riqualificazione ed alla valorizzazione del patrimonio edilizio, architettonico, artistico, religioso e ambientale.
‘Bruno Bossio, Covello, Magorno, Leva, Lodolini, Fragomeli, Lattuca, Oliverio, Sani, Aiello, Cardinale, Censore, Realacci, Losacco, Garavini, Miotto, Fregolent, Bersani, Sgambato, Vazio, Fiorio, Tino Iannuzzi, Palma, Mura, Morassut, Miccoli, Carloni, Martelli, Ginoble, Portas, Lacquaniti, Zampa, Carlo Galli, Gianni Farina, Stumpo, Pes'".
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