
Lamezia Terme – “Con la nostra proposta metteremo mano al sistema della sanità calabrese, firmatela, così questa sera chiudiamo la pratica ed iniziamo a metterli alla prova”. Dal palco di corso Numistrano, il vicepresidente della Camera del Movimento Cinque Stelle, Luigi Di Maio, è stato il grande protagonista per la conclusione delle iniziative sul tema sanità promosse dai portavoce pentastellati: “In Calabria, i cittadini decidono”. Un incontro voluto infatti soprattutto per dare il via alla raccolta firme (ne serviranno 5.000) necessarie per presentare al consiglio regionale il disegno di legge d’iniziativa popolare e predisposto dal movimento, che mira al riassetto della sanità calabrese. Tanti i mesi di confronto sul tema tra gli esperti e i portavoce, con in testa la deputata Dalila Nesci, dopo il decreto emanato dal commissario Scura sulla riorganizzazione della rete ospedaliera regionale. Su corso Numistrano sono stati allestiti infatti gazebo per la raccolta firme da parte dei rappresentanti dei vari meetup regionali.
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Spazio anche per discutere di Politica alla luce dei risultati alle elezioni amministrative che hanno sancito il trionfo del Movimento 5 stelle in 19 comuni d’Italia: “Penso che un po’ alla volta tutte le regioni avranno amministrazioni del Movimento 5 Stelle – ha aggiunto Di Maio - bisogna prima di tutto crederci. Alcune regioni ci hanno creduto prima e non è una questione di offerta o strategia politica. Al prossimo giro probabilmente sarà il turno della Campania e della Calabria, quindi della mia terra e di quella dei miei colleghi . Qui ci sono parlamentari attivissimi che si sono presi dei rischi enormi per contrastare le infiltrazioni mafiose nella sanità, ma anche del sistema del ciclo dei rifiuti. A loro va tutta la mia gratitudine, sono qui per complimentarmi per quello che fanno”.
E sul palco infatti, si sono avvicendati diversi attivisti del movimento, i consiglieri comunali 5 stelle della Calabria, la deputata Dalila Nesci, la portavoce M5s alla Camera Laura Castelli, la consigliera Valeria Ciarambino della Regione Campania, la parlamentare Ue Laura Ferrara, il senatore Nicola Morra e i deputati Federica Dieni, Giulia Grillo, Paolo Parentela e Carlo Sibilia. Tutti concordi nel definire la proposta “un’iniziativa senza precedenti per la regione Calabria”, dove ad essere protagonisti sono i cittadini con la propria firma. “Hanno speculato sulla nostra pelle, la politica ha fallito sulla sanità in Calabria perché se la sono mangiata tutta”. E ancora, “ciò che accade a Lamezia non è diverso da ciò che accade altrove, siamo tutti figli della stessa terra e dobbiamo essere tutelati”. “Vogliamo ricostruire un sistema sanitario equo – ha affermato Parentela - e il compito è quello di saper coniugare salute pubblica, rispetto dell’ambiente e rispetto del lavoro. Abbiamo bisogno di un riscatto e questa giornata serve a questo”. Un riscatto che anche secondo il senatore Morra “deve partire dalla testa dei cittadini. E’ finita l’epoca in cui i vari Loiero o Scopelliti decidono per noi, dobbiamo essere i grandi protagonisti delle nostre scelte a partire dalla salute, battendoci per i nostri diritti”.

Ad illustrare il contenuto della proposta dei 5 stelle, già esposta via internet e in diverse piazze calabresi, i medici Tullio Laino e Gianluigi Scaffidi, con obiettivo principale quello di ricoprire in primis le tante carenze nei reparti ospedalieri. Una task force sulla sanità dunque, che in questi mesi ha avuto come guida principale la deputata Dalila Nesci: “Dobbiamo riprenderci la Calabria e questo è un impegno collettivo – ha evidenziato – si tratta di una proposta completa, che non pretende di risolvere tutti i drammi della sanita calabrese ma è di buon senso e il Governo regionale dovrebbe approvarla. La regione non può essere più governata da Oliverio che continua a stare nei palazzi e a decidere della nostra vita – occorre fare un salto di qualità e seguire questa strada tracciata”.
“Alle elezioni abbiamo dimostrato che hanno vinto non i simboli ma un’idea di paese che passa dai temi concreti delle persone mentre invece altri parlavano di olimpiadi – ha concluso Di Maio - Siamo l’unica forza politica che non ha aspettato una legge per farsi tagliare gli stipendi. Con questo non abbiamo risolto i problemi economici, ma i dati del Ministero ci dicono che in un solo anno con i soldi dei nostri stipendi sono nate piccole e medie imprese che hanno dato lavoro. Adesso abbiamo altri due appuntamenti: il referendum di ottobre per il quale vi invito a votare no, e poi nel 2017 il ritorno alle urne per le politiche dove li manderemo a casa”.
Alessandra Renda







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