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Catanzaro - I dipendenti della società in house "Calabria Lavoro" manifesteranno il prossimo 9 gennaio davanti il dipartimento Lavoro della Regione a Catanzaro e, in una nota che riportiamo di seguito, oltre ad elencare le ragioni della loro protesta, chiedono un incontro al presidente Mario Oliverio.

“Con la presente si informa Presidente Oliverio della situazione paradossale e ai limiti della sopportazione che vivono 300 lavoratori precari e le loro famiglie oramai da diverso tempo”.
Siamo circa 300 precari della Regione Calabria da oltre 15 anni, impegnati in attività di vitale importanza negli Uffici regionali e negli Enti Pubblici presso cui lavoriamo.

Abbiamo acquisito importanti professionalità e competenze che vengono continuamente calpestate. 
Da Gennaio del 2010, attraverso la Società in house “Calabria Lavoro”, abbiamo lavorato con contratti a progetto senza avere né continuità lavorativa né puntualità nei pagamenti degli stipendi (passavano anche mesi prima di percepire qualche spettanza).
Il comportamento di Calabria Lavoro è sempre stato di netta chiusura e molto spesso di arroganza.
Finalmente, dopo lunghe lotte e sofferenze, nel febbraio del 2014 siamo stati “giustamente” inclusi nella legge Regionale n° 1/2014 insieme al bacino dei lavoratori LPU/LSU (una più nota vicenda regionale e nazionale). Questa legge dovrebbe favorire il superamento del precariato di cui al D.L. 31 agosto 2013, n. 101 convertito in legge 30 ottobre 2013, n. 125.
Abbiamo firmato un contratto a tempo determinato part - time a 18 ore, con la suddetta Società in house fino al 31/12/2016.
Dobbiamo registrare tuttavia che, pur continuando a lavorare con dedizione e abnegazione, continuiamo a essere dimenticati e calpestati nei diritti e nella dignità, i fondi destinati ai nostri stipendi nel capitolo di Bilancio Regionale non si trovano mai o “spariscono” misteriosamente e per questo rimaniamo quasi sempre senza stipendio con ritardi che si accumulano di mese in mese!
Senza alcuna forma di retorica, molti di noi hanno difficoltà perfino a dare il latte mattutino ai loro figli...

Intanto assistiamo a “stabilizzazioni singolari” nella Regione stessa di dipendenti esterni (Calabria Verde, Amministrazioni Provinciali, ecc.)... tutta gente che ha già un lavoro a tempo indeterminato.
Per non parlare delle recenti e altrettanto sospette stabilizzazioni di 200 persone all’Asp di Cosenza, quando noi, lo ripetiamo, siamo precari da oltre 15 anni nell’Ente Regione!
E la nostra situazione? Per i figli di Nessuno perché non si prendono posizioni per risolvere una vertenza che si trascina oramai da anni?

Gentile Presidente Oliverio, abbiamo delle domande insieme a delle proposte da condividere con Lei: - perché il nostro problema non è segnalato ed è (volutamente o no) dimenticato? Perché non prevedere ORA un percorso di effettiva stabilizzazione regionale con un incremento delle ore di lavoro e con la prospettiva di un inserimento nella pianta organica della Regione Calabria considerato che ci saranno diverse finestre di pensionamento nei prossimi 2 anni? Perché tenerci ancorati a un’azienda in House (Calabria Lavoro) quando è concretamente possibile una gestione diretta che produrrebbe un risparmio di risorse da destinare, magari, a un aumento delle ore lavorative?  Per tutti questi motivi, per avere risposte concrete e veritiere, manifesteremo venerdì 9 gennaio 2015 alle ore 10:00 in Via Lucrezia della Valle presso il Dip. Lavoro a Catanzaro. Chiediamo, infine, un incontro diretto con Lei Presidente, al fine di chiarire al più presto la nostra situazione e avere da Lei delle certezze in merito alla nostra vertenza!".

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