
Lo tsunami calabrese alle elezioni europee, a mente fredda, propone piu’ di uno spunto interessante. Ma occorre partire dai numeri, che soli danno il senso vero di quello che è successo anche in Calabria. Il Pd alle scorse politiche – 2013 - in Calabria aveva ottenuto 209.897 voti, il 22, 37 per cento. Oggi raggiunge quota 267.736, cioè il 35,8. Realizza un incremento di oltre il 50% dei voti che aveva e 57.839 consensi in più in cifra ssoluta. Il M5S aveva preso 233.169 voti (24,85) e ora 160.828 voti (21,5). Perde cioe’ 3 punti e mezzo ma soprattutto perde 72.341 calabresi in carne ed ossa che non l’hanno rivotato.
Il centrodestra prese nel 2013 283.163 voti (30,18%) e oggi ottiene in Calabria (Fi + Ncd + FdI + Lega Nord) 264.689 voti perdendo per strada, nonostante la terribile emorragia precedente, 18.474 calabresi. Ma il dato – racconta Aldo Varano – ‘’non racconta per intero la crisi del centrodestra perché bisogna aggiungere i 38.446 voti dell’Udc, nel 2013 con Monti. Insomma, già salassato dalla perdita di 183.006 cittadini perde ora 18.474 voti a cui bisogna aggiungere la dote sparita dei 38.446 voti raggranellati dall’Udc nel 2013’’. Il centrosinistra aveva ottenuto nel 2013 265.685 voti (28,32) e ne ottiene ora (Pd + tsipras +IdV + verdi) 310.524 (41,5). In termini assoluti guadagna 44.839 consensi.
F.V.
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