
Reggio Calabria - É stato presentato a Reggio Calabria il comitato per il No alla riforma costituzionale promosso da Forza Italia. L'iniziativa è stata illustrata, nel corso di una conferenza stampa, dai vice coordinatori regionali del partito, Antonio Caridi e Nino Foti, e dai consiglieri regionali Alessandro Nicolò e Francesco Cannizzaro, capigruppo, rispettivamente, di Forza Italia e Cdl. "Quello presieduto da Renzi - ha detto Nicolò - é un Governo, arrogante e abusivo che tenta di legittimare, con il referendum, un potere ad personam, che é quello del premier. Più che riformare, si vuole svuotare di significato la Costituzione e in maniera confusa. Oggi, con senso di responsabilità, vogliamo aprire una grande iniziativa sul territorio per approntare i comitati comune per comune per spiegare ai cittadini il No alla riforma, che è anche un giudizio sull'operato di Renzi".
"Con questa conferenza stampa - ha detto Francesco Cannizzaro - abbiamo di fatto istituito una cabina di regia per mobilitare i cittadini e soprattutto i giovani nella campagna referendaria. C'è un fermento positivo rispetto alle nostre iniziative e Renzi si sta giocando l'ultima chance per restare al governo". L'ex parlamentare Nino Foti ha parlato di "referendum poco gradito, secondo i sondaggi. E questo comporta il rischio che una minima parte del corpo elettorale possa scrivere le norme costituzionali a colpi di esigua maggioranza. Ciò va contrastato con determinazione spiegando ai cittadini i pericoli presenti e futuri di questa riforma, che in qualche passaggio potevamo condividere, e invece tutto si è tradotto in una forzatura che avremmo voluto e potuto evitare".
Secondo il senatore Caridi, "oggi Forza Italia non si schiera solo contro la riforma, ma intende esprimere una forte opposizione al Governo nazionale ed a quello regionale. Non possiamo accettare alcun atto di forza, e meno che mai da un Presidente del Consiglio non parlamentare e a capo di un governo che sta portando il Paese al fallimento. La Costituzione va migliorata e non manomessa, come affermano, peraltro, anche tanti dirigenti della minoranza Pd".
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