
Lamezia Terme – Dopo la nota di ieri nella quale invitava chi di competenza a intervenire per rimettere in funzione gli impianti di videosorveglia all'area ex Sir di Lamezia, il deputato della Lega Domenico Furgiuele, ha inviato una lettera formale al Prefetto di Catanzaro, Enrico Ricci. Per il deputato si tratta di uno “scandalo dell'area industriale di Lamezia priva di apparato di videosorveglianza. Incredibile – afferma - che in 500 metri di strada ci siano 12 telecamere inattive”. Furgiuele, racconta nella lettera, di aver riscontrato tale situazione a seguito di una visita istituzionale presso lo stabilimento Callipo alla luce dell’ultimo vile attentato di matrice intimidatoria subito.
“Non c’è tempo – scrive il deputato al Prefetto - per fare nuovi appalti e progetti ulteriori, egregio Prefetto: bisogna a tutti i costi stimolare la riattivazione dei tanti dispositivi di sorveglianza installati ma incredibilmente inattivi. Le chiedo di intervenire presso il Comune di Lamezia Terme, la Regione Calabria e il Corap perché venga ripristinata l’intera sorveglianza. Il rischio è che, passato il clamore dell’ultimo episodio criminale ai danni di Callipo, l’esigenza di garantire sicurezza venga rimessa in secondo piano. Nell’attesa che le autorità preposte, anche in forza di un Suo richiamo, facciano il loro dovere, Le chiedo altresì di valutare la opportunità, quanto mai sostenuta dal clima di insicurezza che si respira nell’area industriale lametina, che una parte del contingente di militare dell’operazione “Strade Sicure” dislocato attualmente presso l’aula bunker venga impiegata anche a tutela degli opifici ubicati nella Ex Sir, e all’ingresso del campo rom di Scordovillo, zone sensibili che hanno bisogno di un monitoraggio h24. Infine, nell’ ottica prioritaria di promozione del bene-sicurezza, chiedo anche a Lei di esortare la Regione Calabria ad operare quella necessaria, e più volte stranamente rimandata, ‘reductio ad unum’ delle autorità che hanno competenza sull’area Ex Sir”. E, conclude il deputato lametino: “Non è possibile che, ad oggi, nei fatti vi siano tre entità che governino lo stesso bacino, sia pur con diverse mission statutarie, vale a dire Corap, Fondazione Terina e Lamezia Europa. È giunto il momento di riformare l’impianto gestionale di quel bacino produttivo dando vita ad una unica agenzia. Ciò perché la pluralità di enti competenti nei decenni ha prodotto intollerabili confusioni, scaricabarile burocratici e inazione, tre fattori generanti incertezza e insicurezza”.
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