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Gizzeria – Il gruppo consiliare PD interviene dopo la seduta del consiglio comunale di Gizzeria, in seconda convocazione, convocata per le 12, dopo che in prima convocazione era andata deserta per mancanza del numero legale. “Si è dato inizio - scrivono in una nota - alla chetichella, alla seduta del Civico consesso, dopo appena 5 minuti dalle 12, ed esaurendo la trattazione dei 4 punti all'ordine del giorno, dopo appena 2 minuti. Alle 12 e dieci minuti, la seduta era già finita tra lo stupore e l'incredulità della minoranza che stava prendendo posto negli scranni del Consiglio. In questi due anni e mezzo la minoranza si è sempre contraddistinta per serietà di fronte agli impegni istituzionali, soprattutto riguardo gli orari di inizio dei Consigli Comunali, spesso attendendo invano, come martedì, l'arrivo degli altri consiglieri di maggioranza. Ma a quanto pare l'ora di tolleranza vale solo per loro. Una autentica farsa davanti alla quale i consiglieri Paola e Primavera non hanno potuto soprassedere, abbandonando l'aula”.

Per il gruppo PD di Gizzeria “non solo il Consiglio Comunale è svilito nelle sue funzioni da questa gestione amministrativa, annullando le discussioni e le idee riducendo il Consiglio un “approvificio”, siamo ora davanti a un delirio di onnipotenza totale, arrivando al punto di pensare di governare anche il Consiglio Comunale, espressione dei cittadini. Un atto inconsulto che non ha precedenti nella storia del Paese. Quando si ha paura del confronto politico, quando si teme per la tenuta della propria maggioranza si ricorre a metodi che calpestano principi fondamentali della democrazia. Una maggioranza che si sottrae al confronto politico dimostra per intero la sua debolezza e si copre di ridicolo. Le lacerazioni evidenti e sempre più marcate all'interno della maggioranza di centro destra confermano, ogni giorno di più, i segnali di crisi profonda”. Concludono affermando che “il gruppo consiliare di Minoranza del PD valuterà in ogni sede la validità della seduta del Consiglio, e trasmetterà al Prefetto gli atti dello scempio consumatosi”.

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