
Lamezia Terme - Gli indicatori economici, sociali e occupazionali, dopo due anni di governo di centrodestra, collocano la Calabria agli ultimi posti delle classifiche a livello europeo. A sostenerlo, dati alla mano, è il gruppo consiliare del Partito democratico che questa mattina, con il capogruppo Mimmo Bevacqua e con il consigliere Raffaele Mammaliti, ha indetto una conferenza stampa nella sede regionale di Lamezia per fare il punto sui risultati raggiunti dal centrodestra non solo negli ultimi due anni di governo Occhiuto ma anche nel biennio precedente, quando la Cittadella era guidata dai governi Santelli e Spirlì.
Calabria tra le regioni più povere d'Europa
Secondo i dati di Eurostat riferiti al 2022 - è stato illustrato durante l'incontro con la stampa - la Calabria è tra le prime quattro regioni in Europa con la quota più alta di persone a rischio povertà ed esclusione sociale. La regione si piazza dietro solo al Sud-Est della Romania e alla Campania. Contro una media europea del 21,6% la Calabria si attesta infatti al 42,8%.
I dati sull'occupazione
Secondo l'analisi offerta dal Pd, la situazione non migliora se si guardano i numeri relativi all'occupazione. In questo caso l'indicatore di riferimento è la rilevazione sulle forze di lavoro dell'Istat: il numero degli occupati è aumentato dell'1,5% rispetto all'anno precedente; a differenza di quanto rilevato nel 2021, l'incremento è stato però inferiore a quello medio registrato nel Mezzogiorno e in Italia (rispettivamente 2,5 e 2,4%). In termini assoluti - hanno sostenuto i consiglieri del Pd - il numero di occupati non ha ancora recuperato i livelli pre-pandemici: sono stati circa 529.000 nel 2022, contro i quasi 530.000 nel 2019.
Il fenomeno Neet
Secondo l'Istat la media europea di coloro che non hanno un impiego e non studiano è molto più bassa rispetto all'Italia. La regione con la maggior percentuale di "Neet" è la Sicilia con oltre il 32%. Seguono Campania (29,7%) e Calabria (28,2%).
Crescita zero
Riguardo la crescita l'indicatore di rifermento citato dal Pd è l'analisi delle economie regionali del Centro studi di Confcommercio. Dallo studio emerge che il Mezzogiorno nel 2023 crescerà quasi tre volte meno del nord. In questo contesto, a fronte di una crescita del Pil italiano stimato per l'anno in corso tra lo 0,7% e l'1%, la Calabria segnerà insieme alla Sardegna una crescita pari a zero.
Il libro bianco dell'opposizione
"Che i risultati del governo di centrodestra non sono positivi, non lo diciamo noi, lo dicono tutti gli indicatori economici e occupazionali" - ha dichiarato Bevacqua. Il capogruppo del Pd ha annunciato che nei prossi giorni vedrà la luce il cosiddetto "libro bianco", "uno strumento - ha spiegato - che ci consentirà di mettere in evidenza il lavoro svolto in questi anni dal gruppo regionale. Interrogazioni, mozioni, interpellanze ma anche proposte legislative che sono state puntualmente accantonate, spesso neanche discusse". Le cause del declino della regione per Bevacqua sono certamente da attribuire alle politiche del centrodestra ma anche ad "una legge elettorale che svilisce il ruolo del Consiglio regionale ed esalta quello del governatore". E ancora:" Il consiglio regionale viene governato dal presidente e ha completamente smarrito la propria funzione e la propria autonomia. E' necessario ricostruire quella ossatura democratica costituita dal mondo produttivo, dai sindacati, dalla Chiesa per disegnare un nuovo futuro per la regione".
B.M.
© RIPRODUZIONE RISERVATA