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Parentela_M5S.jpgReggio Calabria - La provincia di Reggio Calabria disporrebbe di un finanziamento di circa 2 milioni di euro per la protezione dell’area archeologica di Kaulonia, ma la somma non sarebbe stata spesa. E’ quanto denuncia in una interrogazione parlamentare il deputato di Cinquestelle, Paolo Parentela, che ha lanciato un grido d’allarme al ministro dei Beni culturali circa i rischi incombenti sul sito.

“Da notizie a mezzo stampa si apprende che nel parco archeologico di Kaulonia, a Monasterace (Rc), la Sprintendenza ai beni archeologici della Calabria – scrive Parentela – avrebbe autorizzato lavori di scavo su aree vincolate, non espropriate, di piena pertinenza dei privati per la realizzazione, sembrerebbe, di cisterne o vasche che rischiano di stravolgere un paesaggio di ulivi secolari e danneggiare, al contempo, gli eventuali reperti archeologici ancora nascosti perché mai portati alla luce. Se ciò non bastasse – si legge ancora nella interrogazione – si ricorda che a minacciare un patrimonio storico di inestimabile valore ci pensano, già da anni, le forti mareggiate che stanno sgretolando, progressivamente, la collinetta naturale su cui sorge il tempio dorico dove si trova l’edificio termale con il pavimento musivo, vero gioiello dell’arte ellenica, famoso in tutto il mondo perché considerato una rarità”. Il deputato grillino prosegue: le enormi buche che da qualche tempo si stanno scavando si trovano nel cuore archeologico , a poche decine di metri dai resti monumentali della cinta muraria che, anticamente, si estendeva per un perimetro di tremila metri attorno alla “polis”, il cui impianto urbano, costruito a terrazze degradanti verso il mare, si sviluppava dal promontorio di Cocinto (l’odierna collinetta del Faro) fino ai colli del Tarsinale e a contrada Lambrosi”. Ce n’è quanto basta perché il ministro chiarisca ed eventualmente intervenga. (lmp)   

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