
Lamezia Terme - "L'unico centro presente in Calabria specializzato per la cura della fibrosi cistica non puo' chiudere: non ci sono se, non ci sono ma". Così interviene il consigliere Domenico Bevacqua su quanto sta accadendo a Lamezia, con la dimissione forzata dei 140 pazienti (dei quali la meta' sotto i 18 anni, uno ha due mesi di vita), unitamente alla sospensione dei ricoveri per mancanza di personale medico e infermieristico. “Le ragioni di allineamento al piano di rientro dal deficit - afferma Bevacqua - sono irricevibili: qui si tratta di cure vitali garantite da un centro che ha ottenuto la certificazione di qualità ISO 9001 e ha ridotto l'emigrazione sanitaria a zero e, per di piu', di uno spreco aggiuntivo di denaro pubblico, se si tiene conto dei 300.000 euro gia' spesi per l'apertura della struttura e per la formazione di personale che ha raggiunto livelli di eccellenza unanimemente riconosciuti”.
“Per primi, pazienti e famiglie chiedono a gran voce che il personale sia potenziato e stabilizzato: ad oggi, a parte l'insufficienza di organico, tre dottoresse su tre e il fisioterapista risultano precari. La decurtazione dei diritti dei malati colpisce anche altre attivita' legate all'assistenza quotidiana, alla ricerca, alla diagnosi e alla prevenzione, quali lo screening neonatale, test del sudore, day hospital". “Conoscendo personalmente alcune delle famiglie interessate - continua Bevacqua - e avendo contezza dei sacrifici quotidiani cui si devono sottoporre anche solo in relazione ai lunghi viaggi, interni alla regione, per effettuare la terapia, non posso restare insensibile alle loro legittime e sacrosante richieste. Ora, - conclude - se e' vero, com'e' vero, che la legge 548/93 prevede un Centro Fibrosi Cistica in ogni regione italiana, in Calabria non puo' restare lettera morta. Rivolgo pertanto un accorato appello al commissario Scura affinche' prenda atto della necessita' di mantenere nella piena funzionalita' una struttura irrinunciabile".
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