
Lamezia Terme - "Le rassicurazioni di Occhiuto non ci convincono per niente, anzi ci preoccupano di più". Un coro unanime di dissenso - contro il Decreto n. 69 del 14 marzo scorso con il quale si ridimensiona la sanità lametina - al centro di un'iniziativa pubblica organizzata dal Pd. Strali dei relatori a cominciare da Amalia Bruni, vicepresidente della Commissione sanità in Consiglio regionale che ha definito Occhiuto "un turista per caso come se non sapesse cosa facevano i sub-commissari". La Bruni ha poi stigmatizzato la nascita di Azienda Zero "che è un'azienda sanitaria nella sanità e che partecipa esattamente nelle Unità operative complesse, per cui, siccome il Dm 70 ridisegna quelle che sono i numeri dei posti letto, il numero delle Unità operative complesse, semplici eccetera, tutto rispetto ad una regola che è giusto che ci sia, ma se una quota parte di questa regola viene definita per Azienda Zero, e la stessa ha la bellezza di 24 Unità operative complesse, è evidente che questo sottrae servizi. Noi - ha aggiunto - abbiamo bisogno di una sanità che eroghi servizi. Occhiuto sta minimizzando le preoccupazioni della collettività. Le iniziative come questa servono ad avviare un momento importante che coinvolga tutta la città di Lamezia, che è sempre stata un ospedale con grandi professionalità, ma io dico tutto il resto della Calabria".

Nel dibattito, sono intervenuti anche Fiore Isabella del Tdm, Tribunale per i diritti del malato che ha parlato di "mannaia di Occhiuto su Lamezia", quando invece la città avrebbe bisogno di "maggiori servizi, di un'assistenza accessibile a tutti i cittadini". Di "un Piano di rientro che nega i diritti dei cittadini che con le loro tasse pagano la sanità". Voce anche ai territori limitrofi a Lamezia, come quella del sindaco di San Pietro a Maida, Domenico Giampà. "Il futuro ci preoccupa - ha sottolineato - perché non c'è conoscenza delle esigenze dei cittadini che vivono nei territori. Invece di tagliare - ha auspicato Giampà - si deve migliorare l'offerta sanitaria soprattutto per un grande ospedale come quello di Lamezia che serve tutti i paesi limitrofi". Altro intervento, quello del consigliere comunale Rosario Piccioni che ha attacco il sindaco di Lamezia. "Grave - ha accusato - che non abbia detto nulla", quindi ha evidenziato molte discrasie tra le quali il "taglio delle Ssd, Strutture semplici dipartimentali". Piccioni ha osservato altresì che "non basta una revoca orale del Decreto", riferendosi chiaramente ad Occhiuto. “Ma bisogna che ci sia un atto concreto come un altro Decreto che cancelli il precedente". In extrema ratio, Piccioni ha poi proposto anche di "percorrere la strada giudiziaria con un ricorso al Tar". Un contribuito al dibattito anche da Francesco Masotti, Segretario regionale della Cgil Medici il quale ha focalizzato il suo intervento sulle contraddizioni contenute del Decreto e "sui tagli del Pnrr previsti per la sanità. Tagli che penalizzeranno anche l'ospedale di Lamezia". Per Francesco Grandinetti, presidente del Pd cittadino "tutto è iniziato 20 anni fa circa quando chiusero l'Asl di Lamezia, ed era evidente che sarebbe finita così. Allora scendemmo in piazza in migliaia e migliaia. Il Decreto di oggi di Occhiuto dimostra che si è scordato di 150mila persone che vivono nel Lametino e che hanno diritto alla salute. Al problema nazionale della salute - ha concluso Grandinetti - si somma anche questo locale che però tradisce il cittadino rispetto ad un ospedale che è uno dei migliori di tutta la regione".
A. C.




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