
Lamezia Terme - Sarà un Primo Maggio amaro per molti lavoratori calabresi disoccupati o in mobilità. Tra questi anche i lavoratori di enti pubblici vittime di un sistema, in questo caso regionale, che genera Enti ma poi non trova i soldi per poter dare risposte a chi ha assunto negli stessi. E così ecco che i lavoratori della Fondazione Terina si trovano nuovamente a denunciare e porre all'attenzione, a distanza di pochi giorni, lo stato di precarietà in cui versa l'Ente e l'incertezza sul futuro dei 41 lavoratori. Risposte che chiedono alla Regione ed al dimissionario Governatore Scopelliti. Risposte che devono arrivare, secondo i lavoratori, con urgenza nelle prossime settimane e che "non possono concedersi alcuna vacatio elettorale". Di seguito, riportiamo quanto chiedono, con urgenza, alla Regione i 41 lavoratori della Fondazione Terina.
“Le fibrillazioni politiche di questi giorni e l’ormai prossimo ingresso nel vivo della campagna elettorale, non possono costituire un pretesto neanche lontanamente accettabile per stoppare le riforme di cui la Calabria attende la piena attuazione. L’ex Presidente Scopelliti, pur non potendo governare direttamente, rimane comunque leader assoluto della compagine che ‘sopravvive’ alle sue dimissioni. Il governo che lascia in carica gli appartiene ancora, è sua espressione e per questo può e deve dare risposte.
Perché il governo di una regione , prima ancora di essere espressione della politica, è un’istituzione dello Stato che non può allentare la presa. Mai, e per nessuna ragione. L’iter attuativo della fondamentale riforma degli enti strumentali varata esattamente un anno fa, perciò deve proseguire a prescindere dalle distrazioni indotte dagli spettacoli del teatrino della politica. Ci sono vertenze e casi delicati che non possono concedersi alcuna vacatio elettorale. Pena, la perdita ulteriore del valore-credibilità, che una politica inadempiente - spalleggiata da una burocrazia dipartimentale spesso sciatta e autoreferenziale - rischierebbe di scontare già nelle prossime urne. Il caso - Terina è tra queste. Terina è l'emblema di uno stop irresponsabile e inverecondo delle riforme faticosamente partorite dal Consiglio regionale. E’ l’esempio di come in Calabria le fibrillazioni della politica possano frenare l’iter attuativo di una legge di riforma che - si badi bene - non è importante soltanto per i 41 lavoratori della Fondazione regionale, ma per la Calabria intera.
Traccheggiare su Terina significa anche nuocere al fondamentale comparto agroalimentare di una Terra che non può beneficiare appieno delle potenzialità di una delle piattaforme laboratoristiche più importanti d’Italia sul fronte della sicurezza e della ricerca sugli alimenti. Allora, c’è da chiedersi: a chi giova mortificare una riforma strategica per le sorti della Regione? Una domanda alla quale l’ex Governatore può e deve dare una risposta. Anche perché noi, in mancanza, non smetteremo di porgliela in ogni dove. A cominciare dai luoghi dei suoi prossimi comizi elettorali. Chi aspira all’Europa non può dimenticarsi di una struttura che l’Europa ha dimostrato di promuovere per le sue professionalità e la sua generosità”.
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