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Lamezia Terme - Approvato a maggio 2015, il Programma di sviluppo rurale 2014/2020 della Regione Calabria è stato presentato un mese fa a Catanzaro dopo aver ottenuto il placet della Commissione europea il 20 novembre scorso. Oltre un miliardo e 100 milioni di euro per rilanciare l’economia agroalimentare calabrese e con il quale si delineano le priorità per l'utilizzo dei fondi che saranno utilizzati nel settore agricolo, forestale ed alimentare. Si è discusso di questo oggi alla Fondazione Terina nell’ambito di un incontro organizzato dalla CIA, Confederazione Italia Agricoltori Calabria ma, soprattutto, dando voce agli agricoltori, si è offerta la possibilità di delineare le loro esigenze. Esigenze che sono state già portate avanti dai rappresentanti regionali e nazionali dell’organizzazione di categoria che ha più volte sollecitato alcuni punti chiave per il prossimo Psr. C’è soddisfazione ed entusiasmo per la nuova programmazione ma è necessario focalizzarsi sugli obiettivi. “Organizzare la filiera e fare in modo che le risorse vengano distribuite in modo equo - così ha commentato il presidente nazionale della Cia Secondo Scanavino - puntare agli accordi tra OP, trasformatori e grande distribuzione così si può mettere in moto il meccanismo giusto, altrimenti se una parte rimane schiacciata, - ha continuato - tutto il resto dei componenti della filiera è contaminato da questa cattiva performance. I fondi faranno da facilitatori del processo, per togliere ogni tipo di speculazione. Lotta alla speculazione, quindi, utilizzo delle risorse per le imprese agricole e non solo, penso al contesto, infatti, finalizzato al reddito degli agricoltori”.

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Una linea di azione condivisa anche dal presidente regionale Nicodemo Podella, che ha ribadito come “senza la creazione di un sistema di Op economicamente forti e solide la fase agricola ha scarso potere di partecipare alla definizione delle strategie, concorrere alla programmazione delle produzioni e, soprattutto, incidere nella formazione del prezzo in modo da ripartire più equamente il valore aggiunto su tutte le componenti della filiera”. Una programmazione, quella approvata, che punta sulla competitività delle aziende agricole, nuova occupazione più qualificata, ricambio generazionale in agricoltura, prodotti e servizi innovativi, qualità e promozione delle produzioni agroalimentari e zootecniche, aggregazione tra produttori, potenziamento e valorizzazione delle filiere, ed anche tutela dell’ambiente, sviluppo territoriale equilibrato e sostegno alle aree interne e svantaggiate, inclusione sociale. “Scelte chiare e precise” come le ha definite il governatore Mario Oliverio che da inizio 2016 partiranno per “dare un sostegno forte e determinare un valore aggiunto più forte per l’agricoltura calabrese”. “Scelte che – ha commentato – credo ci collocheranno nel gruppo di testa delle Regioni Italiane”.

Il presidente della Giunta ha sottolineato l’importanza del comparto agricolo come quello “portante per l’economia calabrese” e nel quale “si è avuta la capacità, e bisogna continuare su questa linea, di legare tradizione e innovazione”. Altro punto è l’inserimento di nuove energie nell’attività agricola “penso ai giovani - ha dichiarato Oliverio - c’è un rinnovato interesse per il settore agroalimentare, segno che questo settore ha avuto la capacità di diventare il simbolo del nuovo Made in Italy, che trova la sua massima espressione nell’enogastronomia italiana e calabrese”, poi è necessario pensare alla “valorizzazione piena delle filiere produttive. Siamo la seconda regione in quanto a produzione olivicola e imbottigliamo il 7 8 % di olio. Questo non è accettabile. Dobbiamo lavorare affinché il valore aggiunto che possono determinare i nostri prodotti rimanga qui in Calabria e sia una opportunità per la crescita della nostra ricchezza per creare opportunità di lavoro”. Innumerevoli opportunità che dovranno trovare una concreta realizzazione nei prossimi sette anni di lavoro e che secondo l’onorevole Mauro D’Acri dovranno puntare su determinate parole chiave: “valorizzazione aree interne, giovani, aggregazione e filiere. Oggi inizia la fase delicata della programmazione e della scelta – ha poi commentato. E questo lo si deve fare con chi davvero vive la terra, ascoltando le loro esigenze. La nostra responsabilità è quella di fare sintesi e metterle su carta”. In un incontro che ha visto la partecipazione di tantissimi agricoltori provenienti da tutta la Regione, associazioni e rappresentanti di altre organizzazioni di categoria, anche il sindaco Paolo Mascaro ha salutato la platea ricordando il valore aggiunto dei settori trainanti per lo sviluppo del territorio calabrese, come quello agricolo e del turismo.

Claudia Strangis

 

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