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Lamezia Terme - “Senza legalità non ci sono gli strumenti per trattenere e usare il capitale umano rappresentato dalle nuove generazioni”: così Giovanni Puccio, responsabile organizzativo nazionale del Partito Democratico, introduce i lavori dell’incontro per l’insediamento della Consulta “Legalità e Sviluppo”, una commissione di studio creata appositamente a livello regionale per venire incontro alle particolari esigenze presenti sul territorio, rispetto alle quali essa  si propone di dare delle indicazioni ai politici e al governo in modo da aiutarli a fornire soluzioni adeguate. Alla guida della Consulta sarà Cesare Marini, che si sofferma nel suo discorso di insediamento sulle modalità di penetrazione del fenomeno mafioso nel tessuto sociale, secondo un modus che “diviene costume”, e sulla necessità di coinvolgere nel percorso educativo la scuola e le istituzioni religiose, stringendo “un patto per il nostro riscatto”.

Si susseguono al tavolo dei lavori numerosi interventi, fra cui quelli del capogruppo Pd al Consiglio Regionale Sebi Romeo e del presidente della Commissione Regionale Antimafia  Arturo Bova, che parla della Consulta come di “un ponte  per la società civile” e invita a tener conto, accanto alle negatività, anche della presenza di “una Calabria che resiste”. E’ poi la volta dell’onorevole Enza Bruno Bossio, autrice dell’iniziativa di legge relativa all’intervento del Tribunale dei Minori quando è necessario sottrarre i figli alla potestà di genitori affiliati alla criminalità organizzata.

Ancora, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Marco Minniti e del segretario regionale Ernesto Magorno che invitano entrambi all’apertura della Consulta nei confronti dei cittadini, anche dei non iscritti al Pd, in modo da renderli parte di un progetto politico il più ampio possibile. All’apertura si ispira anche l’intervento del referente regionale di Libera don Ennio Stamile, che parte dalla formazione: “Se c’è una sfida educativa è perché c’è una crisi educativa, – dice don Stamile -  politica, scuola, famiglia sono in crisi.” 

A tirare le conclusioni è David Ermini, responsabile giustizia della Segreteria Nazionale Pd: “ Lo Stato si deve far sentire in Calabria. Il singolo sindaco non deve sentirsi solo, così come il poliziotto o la guardia penitenziaria. Anche se purtroppo la ‘ndrangheta non allunga i suoi tentacoli solo sulla Calabria: si tratta ormai di un problema internazionale.”

Giulia De Sensi

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