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Lamezia Terme – Impostare un dialogo tra Istituzioni, Regione, aziende, sindacati e università per instaurare rapporti costruttivi affinché si riesca a creare opportunità lavorative. Questa l’intenzione, specificata da Ciro Bacci, segretario regionale Fim Cisl Catanzaro, e da Paolo Tramonti, segretario regionale cisl Calabria, introducendo la tavola rotonda incentrata sull’industria 4.0 e l’agenda digitale, che si è concentrata sulla programmazione Fondi por 2014-2020 “per capire - ha aggiunto Bacci - quali siano le prospettive d’innovazione per dare senso e sviluppo dal punto di vista economico al territorio calabrese, permettendo alle aziende di guardare al futuro”. Un’innovazione che, come spiegato dal dirigente regionale del dipartimento programmazione fondi Por, Paolo Praticò, fonda su tre punti: infrastrutturazione digitale, banda larga in tutti i comuni calabresi entro il 2016 e svecchiamento della macchina amministrativa con la digitalizzazione. Sono 2 miliardi e quattro l’investimento totale per i fondi 2014-2020 con un doveroso controllo sulle aziende per evitare che le risorse non vengano utilizzate così come successo in passato: nella nuova programmazione, comunque, il dirigente Praticò ha spiegato che “l’innovazione sarà al centro”. Per quanto riguarda la banda larga, due sono gli interventi: con il primo, con i fondi Por 2007/2013, con un investimento complessivo di 100 milioni, di cui sessanta sono a investimento pubblico, si coprirà la banda larga in 182 comuni calabresi. Con un secondo intervento, si opererà sui restanti comuni affinché si possa portare la fibra ottica. “L’intenzione della Regione - ha dichiarato Praticò - è quella di portare la banda larga nelle case e in tutti gli edifici pubblici come scuole, uffici e aziende ospedaliere, un intervento che sarà possibile - ha aggiunto. con l’utilizzo dei fondi precedenti e parte di quella attuale”. L’intenzione della Regione, con la nuova programmazione, è proprio quella di sfruttare le risorse a disposizione per arrivare a una totale copertura digitale, con un ulteriore investimento sfruttabile con i fondi por 2014-2020, con altri 100 milioni da investire sulle infrastrutture.

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“Così da poter arrivare – ha specificato Praticò – a colmare il gap digitale che ci allontana da altre regioni”. Altro punto è quella della digitalizzazione della macchina amministrativa che sia utile a snellire tutti procedimenti, “per dare una svolta a cascata – ha spiegato il dirigente regionale – su tutta la Regione”. In questo contesto, il dirigente regionale ha anticipato due appuntamenti che verteranno proprio sul tema dell’innovazione: il prossimo 26 novembre verrà presentata in Regione “la strategia di sperimentazione efficiente della Calabria, con la programmazione intelligente sull’innovazione”, mentre il 9 e 11 dicembre alla Fondazione Terina saranno istituiti tavoli tecnici su innovazione e impresa. Se l’intenzione della tavola rotonda era quella di riuscire a portare intorno ad un tavolo tutti gli attori protagonisti di questo processo, l’interlocuzione è, in effetti, avvenuta grazie agli interventi di tre rappresentanti di altrettante aziende che operano sul territorio, Giuseppe Conigliano per Almaviva S.p.A, Mauro Doria per la Hitachirail Italia S.p.A, e Antonio Amodeo della Nuovo Pignone Ge gas&oil, mentre Riccardo Barberi ha portato il suo punto di vista da docente all’Unical: “l’Università deve essere motore di ricerca, - ha affermato -. Pubblico, università e imprese devono lavorare assieme affinché si inneschino processi di crescita locale”. “La nuova programmazione – ha dichiarato poi Rosario Branda, direttore Unindustria Calabria – è più semplice, concentrata e non permette scappatoie come la precedente. Ci si prospettano nuove opportunità e dobbiamo diventare attrattori d'investimenti”. A concludere i lavori, il vicepresidente della Regione Calabria, Antonio Viscomi che ha spiegato come il primo passo è, innanzitutto, “riconquistare la nostra credibilità agli occhi dell’Europa”. “E’ fondamentale capire, poi – ha aggiunto – che non sono i decreti a fare lavoro che, invece, viene creato dall’impresa. Impresa che può farlo – ha proseguito – solo se sta stare sul mercato, che a sua volta, può stare sul mercato se il lavoro glielo permette. Allora – ha concluso – è necessario pensare ad una strategia forte da attuare e fare, davvero, rete”.

C.S.

 

 

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