
Lamezia Terme – “Netta contrarietà alla sinistra, anche alla luce dei danni che ha prodotto, e dialogo invece con le forze di centrodestra, a iniziare da Forza Italia, a noi oggettivamente vicina per via della transumanza nel tempo di molti democristiani. La Dc calabrese lavorerà per la formazione di una lista con nome e simbolo del partito. Naturalmente, ci sono contatti in atto”. Il segretario politico nazionale della Dc, Angelo Sandri, illustra la linea che il partito dello scudocrociato seguirà alle prossime elezioni regionali. E lo fa in occasione dell’assemblea della Dc calabrese, in un hotel di Sant’Eufemia, che non solo sancisce la ripresa ufficiale dell’attività politica, ma torna utile per esaminare anche quanto sta accadendo a livello nazionale, senza, ovviamente, perdere di vista l’importante banco di prova costituito dall’appuntamento autunnale con le urne per scegliere il prossimo governatore. “Dobbiamo fare autoselezione, senza aspettare che altri formino una lista per le Regionali e noi a correre dietro. Chi si vuole candidare è libero di farlo, perché tutti ne hanno le potenzialità” rilancia il presidente nazionale Dc Filippo Marino.
A coordinare i lavori dell’assemblea è il segretario politico regionale Dc Franco Zoleo. Che ribadisce la centralità dei territori. Presenti in sala l'ex consigliere regionale Mario Magno, che invita a “superare le diatribe per ricostruire quel grande Centro per riconoscersi in un progetto valoriale che abbia alla base il bene comune”, e alcuni rappresentanti delle regioni vicine. “La Dc calabrese – continua Sandri - lavora da sempre per la rinascita politica e organizzativa del partito. E oggi ci sono tutti i presupposti per il ritorno di un soggetto importante come la Dc in questo panorama politico alquanto deludente”. Tuttavia, Sandri nutre molte perplessità in merito al quadro politico nazionale: “La Dc era ben altro. Entusiasmava e faceva soffrire, nel senso buono del termine. L’obiettivo era il bene comune. Ora siamo in una situazione vergognosa, frutto di sostanziale illegalità e corruzione. Il concetto di sovranità popolare di cui parla la Costituzione è un termine sconosciuto a questo sistema politico attuale. E comunque, con questo sistema elettorale bislacco, qualsiasi votazione risulterà artefatta: non sarà il popolo a eleggere i suoi rappresentanti, in quanto ci sono le liste bloccate. Prevalgono, insomma, gli interessi di bottega. È una situazione allo sfascio. Noi invece dobbiamo essere coscienza critica per superare questa situazione. Oggi c’è bisogno della Dc, e sono certo che anche agli stessi avversari farebbe piacere”.
Sandri, quindi, si sofferma sui tasselli fondamentali per il ritorno di una Dc forte: “Campagna tesseramenti e apertura a breve della stagione dei congressi per la selezione della classe dirigente, per poi arrivare a gennaio del prossimo anno al congresso nazionale del partito. Inoltre, la questione delle risorse finanziarie: è un punto che bisogna risolvere per fare il salto di qualità. E la formazione, che era la prima cosa nella Dc vera, ma oggi manca. Così come – conclude Sandri - è assolutamente necessario stare al passo con la rivoluzione tecnologica e il nuovo modo di comunicare sui social”.
Giuseppe Maviglia
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