
Catanzaro - Il lavoro che verrà. Gli studenti, prossimi al completamento del ciclo di studi superiore - anche in una regione disagiata come la Calabria - pensano che l'evoluzione tecnologica avrà un impatto rilevante sul lavoro, e sulle loro chances di trovarne uno: l'89,7% reputa, infatti, che l'innovazione in corso sia destinata a favorirli sul mercato dal momento che i nativi digitali hanno conoscenze e competenze che saranno sempre più richieste dalle aziende. È quanto emerge della ricerca "Verso il Lavoro 2.0. Creare valore con le competenze in rete" realizzata dal Censis con il contributo della Regione Calabria e che è stata presentata oggi a Roma. Alla presentazione sono intervenuti Andrea Toma, responsabile del settore Formazione e Innovazione del Censis; Pippo Pagano, componente della Commissione Lavoro del Senato; Mario Caligiuri, Assessore alla Cultura della Regione Calabria, e Giuseppe Roma, Direttore Generale del Censis. "Dalla ricerca - è detto in un comunicato del Censis - emerge, inoltre, che anche le modalità di occupazione cambieranno in positivo: il 73,6% dei calabresi tra i 16 e 18 anni pensa che le condizioni di lavoro miglioreranno perché sarà possibile riuscire a conciliare meglio vita privata e professionale. E anche la propensione a fare impresa troverà con le tecnologie nuovo impulso, grazie alle opportunità offerte dalle tecnologie e dalla rete nel promuovere la nascita di nuove imprese". "L'immagine del futuro del lavoro ad alta intensità di tecnologia - si afferma ancora nella nota - non è però tutto rosa e fiori: una discreta quota di studenti, il 53,4%, pensa che sarà sempre più difficile nel futuro riuscire a conservare un lavoro perché la rapidità del processo innovatore accelererà l'invecchiamento delle competenze ed un altro 52,3% pensa che un maggiore impiego di tecnologie sarà comunque destinato a sostituire il lavoro dell'uomo, con effetti rilevanti sugli stessi livelli occupazionali. Il 45,8% degli intervistati ritiene, inoltre, la rete uno strumento oggi imprescindibile per alcune attività, mentre per il 9,9% il web rappresenta quanto di più reale e stimolante possa esserci non solo in termini di innovazione ma anche come vettore di sviluppo della propria vita sociale, della propria carriera lavorativa, della comunicazione. Il diffuso interesse che i giovani calabresi hanno mostrato di fronte alla possibilità di svolgere un lavoro in rete assume forme e caratteri ben precisi, e a loro volta si canalizzano verso profili professionali determinati. Ben il 21,9% dei giovanissimi è interessato a svolgere in futuro un lavoro in rete perché ne è profondamente appassionato e con tutta probabilità cercherà di realizzare questa ambizione. A questo si aggiunge un ulteriore 15,9% che non esclude a priori tale possibilità. Due i profili verso i quali converge il loro interesse: da un lato, la figura dello sviluppatore (24,9%), attualmente molto ricercata sul mercato e ambita specialmente dai ragazzi (32,6%) e, dall'altro lato, la professione del graphic designer (22,5%), che interessa di più le ragazze (44,5%)". "La rete è forse la sola scintilla - è detto ancora nella ricerca del Censis - oggi in grado di riattivare il desiderio di mettersi in proprio, di indipendenza e creatività dei giovani più intraprendenti. A ben guardare sono proprio i ragazzi che si dichiarano interessati a svolgere in futuro un lavoro in rete e che appaiono molto più propensi a scrollarsi di dosso i timori ed accettare la sfida del mercato: il 48,5%, infatti, è interessato ad avviare in futuro un'attività in proprio e cercherà di farlo”.
Caligiuri: “Giovani vedono futuro come promessa”
"La ricerca che abbiamo commissionato al Censis è rivolta a quei settori di lavoro ancora poco esplorati verso i quali il sistema tradizionale dell'istruzione è spesso impreparato. Si stanno formando delle competenze autonome e individuali dall'uso del web che fanno le singole persone e che poi si vanno a esplicare attraverso una serie di mestieri come lo sviluppatore o il web designer".
Lo afferma Mario Caligiuri, assessore alla Cultura della Regione Calabria, a margine di una conferenza stampa di un'analisi dell'orientamento dei giovani calabresi al lavoro in rete, condotta insieme al Censis. "C'è bisogno - prosegue - di figure che siano in grado di svolgere queste funzioni in maniera sempre più evoluta e sempre più aggiornata. E allora censire e dare questi strumenti, metterli a disposizione del mondo dell'istruzione e della formazione della nostra regione ci è sembrata un' iniziativa che può' certamente essere utile. Anche perché la ricerca si è estesa non solo ai giovani delle scuole superiori ma anche alle start up innovative. Sono stati analizzati dieci casi che hanno dato degli esiti sorprendenti. Ha confermato grande positività dei giovani calabresi che vedono il futuro non come una minaccia ma come una promessa piena di opportunità. Addirittura il 54,7% ritiene che ciò che ha fatto Mark Zuckerber, fondatore di Facebook, si possa realizzare anche in Calabria. Inoltre si dichiarano disposti a mettersi in proprio, dimostrano una grande vivacità coloro che studiano negli istituti tecnici e le start up innovative si dimostrano moltiplicatori di innovazione. Sono degli elementi di speranza che vanno fatti conoscere e sostenuti. Non solo la Calabria ma tutto il Paese ha bisogno di questi processi di cambiamento. La scuola è importante ma oggi c'è bisogno che al titolo di studio si associno competenze reali richieste dal mercato. È questo il salto di qualità che va fatto. E la ricerca del Censis va proprio in questa direzione. Per spingere il sistema tradizionale della formazione a tenere conto di quello che sta emergendo spontaneamente all'interno della rete poiché il mondo virtuale sta diventando sempre più il mondo reale". "E' altamente significativo - ha concluso Caligiuri - che questa ricerca si sia presentata al Senato, dove la Calabria in questa occasione si e' presentata all'Italia non per illustrare i suoi male, non per chiedere con il cappello in mano ma per cercare di individuare strade nuove per tutto il Paese".
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