Lamezia Terme - Pubblichiamo la nota dei dipendenti di Calabria Etica al presidente della Regione Mario Oliverio relativa alla vicenda dei licenziamenti dei contrattisti da parte dell'Ente in house della Regione Calabria.
“Questa lettera è rivolta al Presidente Mario Oliverio, nonchè all'opinione pubblica calabrese, affinchè si faccia un po' di chiarezza su una vicenda dai contorni quantomeno controversi e per la quale si è perpetrata, nostro malgrado, un'inspiegabile disinformazione. Il problema è che non è stato mai chiarito il vero motivo dell'apparente riluttanza del Presidente Regionale Mario Oliverio nei riguardi dell'Ente in house della Regione Calabria denominato Calabria Etica. A nostro avviso si sono rivolti i riflettori su pochi lavoratori precari del suddetto Ente discreditandoli come dei privilegiati per il solo fatto di essere stati scelti tramite selezione pubblica e relativa iscrizione nelle "Short List" di Calabria Etica "beneficiandoli", quindi, di un contratto di assunzione temporanea. I contrattisti mandati via, molti dei quali addirittura in "corso d'opera", hanno lavorato suddivisi in diversi progetti strutturati in modo da produrre aiuti concreti a fasce bisognose della popolazione. Tale pianificazione è stata concepita per cercare di alleviare le sofferenze di molte persone e famiglie disagiate per mezzo di varie forme d'intervento: dall'aiuto materiale tramite il supporto di associazioni di volontariato, all'assistenza psicologica e legale mediante specialisti dei rispettivi settori. Tutto ciò è oggettivamente ritenuto, in questi tempi di grave crisi economica, un obbligo etico, un argine all'indifferenza e all'egoismo, uno spiraglio d'umanità a questa emergenza sociale. In sostanza, un contributo rilevante e uno sprone a persone che vivono all'ombra della cosiddetta società del benessere”.
“A tal proposito tutta l'attenzione mediatica si è focalizzata sui lavoratori, sul loro status di contrattisti e non sul ruolo da essi avuto finora. Tanto più che, tra le varie motivazioni tecniche addotte dal Dipartimento 10 delle Politiche Sociali della Regione Calabria che hanno portato alla rescissione dei contratti, ci sarebbe l'inesistente impegno di spesa da parte della stessa Regione Calabria nei confronti di Calabria Etica. Senza addentrarci in questioni tecniche le quali peraltro saranno esaminate - salvo ripensamenti - dal giudice del lavoro che sarà incaricato a tale scopo, a nostro avviso tale decisione è stata presa con una intempestività da far quantomeno sorridere. Ad esempio, ad oggi non si saputo alcunché sul perché il governatore Oliverio non abbia sin da subito preso provvedimenti contro le mille storture e gli sprechi perpetrati ancora oggi nell'Amministrazione Regionale. Invece, con estrema urgenza e solerzia e in forma categorica, si opera per stroncare posti di lavoro conquistati da donne e uomini aspiranti unicamente alla dignità e al sostentamento di propri cari, ossia delle proprie famiglie, dei propri incolpevoli figli. Vien quasi da pensare che secondo l'idea degli artefici di questo iniquo provvedimento la soluzione ai mali della Calabria fosse l'immediato annullamento dei contratti stipulati tra la stessa Regione Calabria - mediante Calabria Etica - e gli scriventi come se questa operazione fosse di stimolo ad una tanto annunciata crescita dell'occupazione in Calabria. Al di la del palese controsenso, ci preme sottolineare che stroncare così perentoriamente il lavoro di molte persone che stavano operando per il bene comune, dei più deboli, degli ammalati, dei bambini, equivale a schierarsi con forze ostili alla cristiana generosità la cui unica e inequivocabile intenzione è diffondere e mettere in pratica l'amore per il prossimo. In tutta sincerità, stando a quanto intuito finora, anche perché non si è compreso bene dove porteranno queste drastiche e tassative decisioni, saremmo grati se qualcuno ci spiegasse, non i motivi tecnici addotti, che peraltro sono del tutto relativamente opinabili se non parzialmente oscuri, ma i motivi economici inerenti al reale risparmio di denaro da parte della Amministrazione Regionale. Ancora, da questa operazione quale giovamento ne trarrà la fascia meno fortunata della popolazione bisognosa calabrese? Ci auguriamo vivamente che alla fine prevalgano sia la ragione che il buon senso. I Lavoratori di Calabria Etica”.
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