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Lamezia Terme - Pasquale Mancuso, della direzione regionale PD Calabria, interviene sulle elezioni provinciali a Catanzaro e giudica significativa la riunione congiunta dei consiglieri comunali di Lamezia e Catanzaro.

"E’ una coincidenza significativa la riunione congiunta dei Consigli comunali di Lamezia Terme e Catanzaro con la prossima, imminente, scadenza del rinnovo degli organi della “riformata” Amministrazione provinciale di Catanzaro il cui destino appare segnato dalla riforma costituzionale approvata, in prima lettura, al Senato e che porterà, se il “timing” sarà rispettato, alla sua cancellazione. Il “fine vita” della Provincia, annunciato da tempo, impegna ed interpella, con la nuova riscrittura degli assetti istituzionali degli Enti locali operata dalla legge “Del Rio”, una nuova  e più avanzata riflessione sul destino dell’Area Centrale della  Calabria ed obbliga al ”recupero” del tempo perduto insieme ad una “rilettura” del vecchio, ma non inutile, Protocollo per l’Area Urbana Lamezia Terme/Catanzaro i cui contenuti, in alcuni punti, hanno potuto trovare realizzazione anche se slegati da una visione comune che potesse legare le Istituzioni locali e gli attori sociali in un unico e condiviso disegno che potesse, in una prospettiva di medio e lungo periodo, disegnare impegni e concretezza realizzativa. Nel tempo soltanto il disegno “concertativo” dei patti territoriali ha realizzato convergenze operose e visioni dello sviluppo condivise anche se è mancato il momento di spinta decisivo e quella stagione non ha “segnato” la svolta che attendevamo e per la quale abbiamo prodotto notevolissimi sforzi ancora senza risultati tangibilmente positivi.
Ma è qui, nell’incrocio, spesso infecondo, dei risultati insoddisfacenti rispetto alle aspettative e traiettorie disegnate e nel nuovo impianto istituzionale degli Enti locali che si colloca la riunione dei consigli comunali, puntuale assai e preziosa anche rispetto alla “lettura” dell’attuale fase congiunturale negativa e decadente tanto sul piano nazionale, del Mezzogiorno, della Calabria e della stessa provincia, e che ha il compito ambizioso ed arduo, ed io spero fecondo ed unitario, di rilanciare, a tutto tondo, un “ragionamento” su quello che poteva essere e non è stato e su ciò che possiamo e dobbiamo fare per costruire una prospettiva ed un futuro per questa “Area” che può “interpretare” anche il destino della stessa Calabria.
Gli Amministratori delle due Città hanno un compito carico di attese e la loro “supplenza” rispetto allo ormai “spento” Ente intermedio, anche rispetto alla cronica debolezza delle altre rappresentanze politiche ed istituzionali, ridisegna nuove e pesanti responsabilità in capo agli Amministratori locali, anche a quelli delle comunità locali più piccole, la cui attitudine, in questi logoranti anni di transizione istituzionale, deve ,oggi, saper dispiegare un impegno, innovatore veramente, tutto orientato al superamento degli egoismi dei campanili ed alla costruzione di quelle forme istituzionali, che superino anche le forme associate di servizi e funzioni, che rappresentano non solo la “modernità” istituzionale ma che servono, profondamente, ad abbattere marginalizzazioni, separatezze ed ad aprire il campo a quella “innovazione”, “discontinuità”, e “cambiamento” che si affermano, più che con la logora retorica degli ultimi tempi, sul terreno della capacità di “vedere” e “leggere” prima  i segni dei tempi e , poi, di “tradurli” nella testimonianza operante e viva della costruzione politica e della realizzazione concreta nelle Istituzioni. Domani i Consigli comunali delle due Città più importanti della nostra Provincia possono farlo nel modo migliore se guardano ai tanti “talenti” che questa nostra realtà non riesce ancora ad esprimere e che, oggi e non domani, non possiamo più soffocare nel disegno opaco di questa stagione politica che, come declinano le cronache, penso proprio alle imminenti elezioni provinciali, di questi giorni, segnano la decadenza e non la nuova stagione che questo tempo, al contrario, esige e pretende".

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