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Catanzaro - Finisce in parlamento il caso della neonata deceduta all’ospedale di Cosenza, dove, nella notte tra sabato e domenica scorsi, è giunta in codice rosso dal nosocomio di Corigliano Calabro, presidio nel quale era nata con parto cesareo urgente. Il deputato calabrese del movimento 5 Stelle, Dalila Nesci, ha presentato ieri una interrogazione al ministro della Saluto e a quello dell’Economia ai quali ha chiesto che venga fatta piena chiarezza sul decesso della piccola, portato dai genitori all’attenzione della magistratura come sospetto caso di malasanità. La parlamentare coglie l’occasione per rilevare che “sono svariati i casi di decessi di neonati o delle madri partorienti nelle strutture ospedaliere calabresi”. Secondo Dalila Nesci, “tali vicende non possono prescindere da un’analisi della grave carenza di personale medico e sanitario che si registra pure in Calabria, come già denunciato dalla sottoscritta”. “Desta forte preoccupazione – sottolinea l’esponente del movimento grillino – la situazione della terapia intensiva neonatale, critica a Cosenza, come a Catanzaro e a Reggio Calabria, per cui andrebbero ricavati subito nuovi posti per evitare di mandare madri e famiglie fuori regione, il che è un rischio più che concreto”.

Interrogazione su reparti di terapia neonatale intensiva. Contestato piano scura   

Nella interrogazione parlamentare sul decesso della neonata di Corigliano morta all’ospedale di Cosenza, Dalila Nesci definisce “drammatica” la situazione della Terapia neonatale intensiva in Calabria. La parlamentare calabrese fa notare che “a fronte dei 12 posti previsti, sono attivi, dopo la soppressione di 4 posti letto a Crotone e 4 a Lamezia Terme, solo 4 posti letto a Catanzaro”. “Non è infrequente il caso di trasferimenti – aggiunge – di donne gravide e neonati fuori regione”. Nella stessa interrogazione, la Nesci contesta il piano della rete ospedaliera predisposto dal commissario ad acta per l’attuazione del piano di rientro dal disavanzo sanitario, Massimo Scura. In particolare, denuncia la mancata riattivazione dei due ospedali di Trebisacce e di Praia a Mare, nonostante due sentenze del Consiglio di Stato che obblighino in questo senso”. (lmp)  

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