
Lamezia Terme - “C’è un vecchio retaggio culturale, duro a morire, che spinge molte famiglie delle frazioni e delle aree interne a guardare con diffidenza alla formazione delle pluriclassi. Nell'immaginario collettivo, l'aula che accoglie bambini di età diverse viene spesso percepita come un ripiego emergenziale, una scuola di "serie B" in cui l’insegnamento rischia di essere frammentato o rallentato. Niente di più falso”. A scardinare questo pregiudizio è l’avvocato Fernando Nucifero, dirigente provinciale dell’UDC Calabria, che accende i riflettori sulla necessità di tutelare e valorizzare le pluriclassi del territorio lametino, definendole “un vero e proprio patrimonio educativo, sociale e culturale da difendere e valorizzare”.
Per l'interlocutore la pluriclasse “rappresenta un modello didattico d'avanguardia, un ecosistema educativo unico capace di offrire vantaggi formativi e umani straordinari. I bambini più piccoli sono costantemente esposti agli stimoli, al linguaggio e alle lezioni dei compagni più grandi. Imparano per imitazione e curiosità, anticipando competenze cognitive e linguistiche in modo del tutto spontaneo. Gli alunni con qualche anno in più, dal canto loro, quando aiutano i compagni minori a svolgere un compito, fanno un esercizio cognitivo straordinario. Spiegare un concetto a qualcun altro è il modo più efficace per padroneggiarlo e interiorizzarlo. I ragazzi imparano precocemente a organizzare il proprio lavoro, a concentrarsi anche in presenza di stimoli diversi e a risolvere piccoli problemi in autonomia. Il docente smette di essere un "trasmettitore di programmi" e diventa un regista dell'apprendimento. La didattica si fa necessariamente flessibile, inclusiva e personalizzata sui ritmi reali del singolo alunno, valorizzando le eccellenze e supportando chi è in difficoltà senza etichettare nessuno”.
“Scegliere di iscrivere i propri figli nei plessi di prossimità, accettando e favorendo la nascita delle pluriclassi, significa anche salvare l'identità e il valore sociale del proprio territorio. Quando in una frazione si spegne una scuola, infatti, si decreta la fine di quel territorio. Le giovani famiglie se ne vanno e si accelera la desertificazione del comprensorio”, avverte Nucifero, esprimendo totale solidarietà anche ai dirigenti scolastici, definiti come figure “quotidianamente sul fronte di battaglia” nel gestire la complessa logistica di plessi frammentati sul territorio con risorse ridotte al minimo. Da qui, quindi, conclude, parte accorato appello alle famiglie del territorio “di guardare alla pluriclasse non come a una rinuncia, ma come a un’opportunità pedagogica d’eccellenza da rivendicare con orgoglio per crescere i propri figli in un ambiente scolastico a misura d'uomo che funziona come una famiglia allargata”.
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