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Puccio-Giovanni-3.jpgCatanzaro - “Al di là dei facili proclami sullo stato di attuazione dei programmi regionali europei, da parte dell'assessore Mancini, la capacità di gestione e di spesa dei Por è diventata, in Calabria, una vera e propria emergenza". Lo afferma, in una nota, Giovanni Puccio, dirigente regionale del Pd.

"Ancora oggi - prosegue - la nostra Regione, rischia la perdita di risorse considerevoli sui programmi 2007/2013 (quasi il 60%). Il fallimento della giunta di centrodestra si è caratterizzato non solo sulla incapacità di spesa ma, soprattutto, su quello di fare delle risorse europee la leva strategica per promuovere sviluppo e far crescere ricchezza. La Confindustria calabrese rilancia l'allarme sul tema dei fondi europei che, più di ogni altro campo, dell'intervento regionale, potrebbero rappresentare il volano dello sviluppo calabrese. E' un tema questo che può essere indicato come l'esempio del fallimento del regionalismo calabrese (e non solo). Un sistema di potere teso più alla frammentazione delle risorse, in chiave elettorale, con una bassa capacità di spesa che si trascina da un elezione all'altra e mai capace di impostare grandi progetti di sviluppo che spazino nei campi strategici delle dotazioni infrastrutturali, dall'ambiente, al sistema produttivo e alla valorizzazione delle produzioni calabresi e la loro incentivazione nel campo della ricerca e della qualità. La giunta di centrodestra è stata abile a lasciarci, ancora più degradato, questo sistema, fatto di clientele, di scambi tra istituzioni ed interessi particolari che occorrerà radicalmente cambiare.

Questo cambiamento, passa attraverso il rinnovamento delle rappresentanze e ha bisogno di un programma chiaro, di proposte e di progetti. Tale indirizzo non è più eludibile. Viceversa, di questo passo la Calabria sarà stritolata dal bisogno, dalla morsa del malaffare e dalla protesta sterile. Il messaggio che viene dagli imprenditori, che non assumono il profilo di parte ma che vivono l'amara realtà, occorre coglierlo nel suo significato. In tale quadro la Calabria si salva se lega il proprio destino all'Italia e all'Europa. Uno stato consapevole che i divari vanno colmati con una politica nuova e un'Europa che sappia superare la logica dell'austerità. In Calabria si gioca, quindi, una partita assai importante non solo per i calabresi ma per la qualità delle politiche e delle riforme che occorre affrontare sui temi dello sviluppo e di riforma istituzionale. Il governo Renzi non ha fatto solo promesse quando ha incitato i calabresi a prendere in mano il loro destino. Occorre una vera e propria rifondazione della politica che porti i partiti a saper oltrepassare il limite autoreferenziale e costruire la piena condivisione del popolo calabrese a partire dalle comunità e dagli enti locali che sono i primi a dover fronteggiare gli effetti della drammatica crisi calabrese".

"Questo progetto politico - conclude Puccio - deve essere alla base della battaglia che si annuncia, ogni leggerezza in tale impegno potrebbe costare caro, mentre dal voto delle europee viene un'incitazione al cambiamento che bisogna assolutamente cogliere".

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