
Catanzaro - “Proponiamo un sussidio mensile di 500 euro per un anno eventualmente rinnovabile fino a tre, indicando le risorse disponibili nei fondi comunitari 2021-2027 nella Missione 4 Inclusione sociale che ha una dotazione di 158milioni di euro, e nella Missione del Pnrr denominata Garanzia occupabilità lavoratori (Gol) che dota la Calabria di 80 milioni di euro. Risorse già disponibili. È una proposta aperta ai contributi e alle osservazioni di tutti i consiglieri, di destra e di sinistra. Ma è chiaro che si di essa noi saremo determinati nel portare avanti la nostra battaglia, sia all’interno del Consiglio che fuori di esso. Vedremo cosa ne pensa il presidente Occhiuto e la maggioranza del Consiglio”. Lo ha affermato il consigliere regionale del Partito Democratico Raffaele Mammoliti a margine della conferenza stampa di presentazione della proposta di legge per l'introduzione del Reddito di Dignità regionale.
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L'incontro con i giornalisti si è svolto a Catanzaro nella sala riunioni dei gruppi regionali in via Crispi e ha visto la partecipazione della presidente dell'assemblea regionale del Pd Giusy Iemma, del segretario provinciale Domenico Giampà e delle componenti della segreteria regionale Anna Pittelli e Marwa El Afia. L’assegnazione del Reddidto di dignità regionale comprende il patto di inclusione sociale attiva sotto forma di tirocinio di orientamento e di inserimento finalizzato all’inclusione sociale e comporta la valutazione multidimensionale del richiedente e del suo nucleo familiare da parte dei servizi sociali con il coinvolgimento dei Centri per l’impiego in caso di inserimento lavorativo. La platea interessata è quella dei cittadini tra i 18 e i 59 anni compiuti, con un Isee inferiore a 9.360 euro.
Se la proposta protocollata dal presidente Filippo Mancuso dovesse trovare l'approvazione da parte del Consiglio “si istituirebbe anche in Calabria come già accade in Puglia e in diverse regioni del Nord – ha spiegato Mammoliti – un Reddito di Dignità regionale. Si tratta di una misura di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale che si caratterizza per l’universalità, per il riferimento alle risorse economiche familiari e per la previsione di un percorso di attivazione economica e sociale dei beneficiari".
B.M.
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