Catanzaro - "Auspico con tutto il cuore unità civica per battere la destra, sempre più autoritaria e pericolosa, che in Calabria riconfermerebbe gli uomini, i metodi e le pratiche del passato. Per questo escludo categoricamente ogni tipo di apertura ai partiti". Lo afferma, in una dichiarazione, Francesco Aiello, candidato alla presidenza della Regione Calabria per l'alleanza civica del Movimento 5 Stelle. "Va ascoltata - aggiunge - la società civile calabrese che chiede servizi, occupazione, accoglienza, legalità e pulizia. Bisogna presentare liste senza i dinosauri di palazzo, che hanno beneficiato a lungo di favori e abusi del sistema e perciò devono scomparire dalla scena politica in quanto artefici o complici dei disastri della Calabria, piegata dal familismo, dall'affarismo e dall'allergia cronica alle regole nell'amministrazione pubblica. Un progetto, per essere credibile, deve rompere in maniera netta con la vecchia politica, che in Calabria si è caratterizzata per i troppi silenzi e le implicite connivenze, per la sistematica esclusione dei giovani, la gestione fallimentare dei rifiuti e delle aziende del Servizio sanitario regionale, l'umiliazione delle intelligenze, degli imprenditori, dei lavoratori, dei precari, dei disoccupati e per l'abbandono dei più deboli".
"I calabresi - dice ancora Aiello - hanno bisogno di nette discontinuità e di proposte precise e innovative che garantiscano libertà e competenza dei candidati consiglieri regionali, progetti concreti per fermare l'emigrazione e far ritornare in Calabria menti e talenti, sviluppo economico reale, tutela concreta dei beni comuni a partire dall'acqua e dall'ambiente, imparzialità ed efficienza degli uffici regionali, buona sanità pubblica, riuso e riciclo dei rifiuti e un significativo recupero della produttività delle imprese regionali. Diversamente si rischia la demagogia e chi la farà dovrà assumersene le responsabilità".
Nesci (M5s): "Aiello? Callipo? Dei M5s neanche ombra"
"Aiello? Callipo? Aiello e Callipo? Cambiando l'ordine degli addendi il "fattore k" rimane immutato e del MoVimento 5 Stelle neanche l'ombra! Complimenti a tutti gli strateghi piccoli e grandi che hanno proseguito nella svendita elettorale. Cosa ci avranno guadagnato? Sarà il tempo a dircelo". Così la senatrice calabrese dei Cinque Stelle, Danila Nesci, commenta il dibattito sulle candidature alle prossime regionali in Calabria. "Aver attivato il dibattito pubblico sulla "questione calabrese" mesi fa con la mia candidatura alla Presidenza della Regione Calabria ha squarciato il velo di ipocrisia (il voto su Rousseau è stato solo l'ultima conferma), ma allo stesso tempo ha creato scompiglio. La mia candidatura nasceva dalla conoscenza dei fatti interni e dalla consapevolezza che in un quadro così complicato solo un nome di garanzia del M5S poteva tutelare 10 anni di storia politica per metterli a disposizione della Calabria che tanta fiducia ci aveva concesso. Ho parlato pubblicamente e senza infingimenti, non è bastato evidentemente. Di fatto - conclude Nesci - il M5S in Calabria in queste prossime elezioni regionali è evaporato e c'è solo da vergognarsi".
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