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Lamezia Terme – “Ogni programma che si rispetti nelle competizioni regionali calabresi ha 2 argomenti Must. Uno è sicuramente l’agricoltura. Sentire parlare la classe politica che ha “guidato” fin’ora e poco prima le nostre sorti, ti riempie di sentimenti contrastanti. Li vorresti vedere affondare le mani nella terra e sporcarsi di quello di cui parlano….ma niente, solo teoria. Peccato che anche quella è falsa. Falsa perché, non conoscono affatto i problemi di chi con bestiame e campi sta tirando in su l’unico PIL calabrese. Categorie intere che non conoscono il nome dei ministri di competenza, degli assessori che dovrebbero vivere solo di informazioni e di contatto con questi lavoratori”. Questa la dichiarazione di Stefano Coratto, candidato portavoce consigliere alla Regione Calabria, in merito al settore agricolo.

I politici parlano di agricoltura mentre continuano a progettare discariche e inceneritori.  Parlano di agricoltura mentre autorizzano grossi impianti di produzione di energia a discapito delle colture. Parlano di agricoltura sapendo che i terreni vanno bonificati (abbiamo rifiuti pericolosi sotto le nostre piante, se qualcuno ancora non lo sapesse). L’ agricoltura è in crisi e i fattori sono tanti. Concorrenza estera e pochi aiuti provocano la moria delle aziende agricole e ortofrutticole. I prodotti stranieri, con prezzi più bassi, spingono i produttori locali ad abbandonare le coltivazioni. Solo qualche esempio: fragole dalla Spagna a prezzi, sotto quelli di produzione. Arance importate dal Sud Africa (colpite dal Black Spot, (parassita, batterico) che non dovrebbero essere commercializzate) vendute nei nostri mercati e supermercati ...mentre le nostre produzioni vengono lasciate a marcire. Navi di cereali che scaricano nei porti, provenienti dall’estero, prodotti poco controllati, a prezzi da non rendere economicamente conveniente la produzione locale. Il settore agricolo è arrivato alla "frutta" ed è solo parlandone con chi lavora che lo si può aiutare. E’ solo sviluppando politiche di incentivo reale a questa nostra preziosa risorsa che potremmo smettere di abbandonare i campi per trasferire le nostre eccellenze fuori e promettere a chi resta un lavoro part-time chi sa dove”.

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