Catanzaro - "Se sarò eletto rinuncerò all'indennità da Presidente". Lo afferma il candidato presidente della Regione per Alternativa Popolare, senatore Nico D'Ascola.
"Non è demagogia - aggiunge - e non è una cosa che chiedo di fare agli altri candidati, ma solo una scelta consapevole di liberare risorse del bilancio della mia Regione. Non credo che le indennità ai politici siano uno scandalo se rapportate al loro impegno e se proporzionate, ma nel mio caso sarebbe una scelta di libertà per dare un esempio, soprattutto in riferimento a quella nicchia di potere burocratico che va rimossa immediatamente". Per il candidato di Ncd e Udc è "impensabile che un burocrate arrivi a guadagnare 700 mila euro annue o che un comunicatore ne guadagni 250 mila. E' una cosa oscena che non possiamo sopportare e di cui si parla poco, mentre si parla solo della politica. La burocrazia patogena è un cancro da estirpare. Chiedo di separare il governo della Giunta dal valore delle istituzioni: il Consiglio deve avere una terzietà assoluta”.
"Forza Italia corre solo per prendere qualche consigliere regionale. Non dice nulla - aggiunge - sul 'modello Luxuria', non ha un'idea di comunità e si fa rappresentare da vecchi tromboni che, per citare Foucault, 'parlano di interesse generale ma tendono solo a difendere il posto dei figli'". D'Ascola ha evidenziato anche che il "confronto politico sulla governabilità è tra noi e il centrosinistra: gli elettori devono scegliere se votare me o il candidato progressista e io chiedo il voto per unire i moderati calabresi e dare continuità ai loro valori”.
"Sono estremamente fiducioso. I primi sondaggi che abbiamo avuto modo di ricevere, ci attestano già all'8%. Siamo convinti, dunque, che raggiungeremo la soglia di sbarramento. E' una realtà che al Governo nazionale dura dalle elezioni del 2013, quando Berlusconi volle concretizzare tale accordo. Abbiamo ereditato le conseguenze, portando l'accordo ad un livello di lealtà e massima collaborazione, pur nelle diversità che noi abbiamo rimarcato. Tutte le volte che c'è un disaccordo il Nuovo centrodestra agisce con la propria testa".
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