
Lamezia Terme – “Ci sono candidati che programmano da anni, perché la presidenza della Regione è un sogno. Io non appartengo a quella categoria. Ritengo, invece, di essere stata candidata perché l’ha voluto il destino”. Jole Santelli, deputata e coordinatrice regionale di Forza Italia, si presenta così alla stampa dopo l’investitura ufficiale a correre per la Regione per il centrodestra (che l’ha preferita a Mario Occhiuto, che andrà avanti da solo). All’incontro con i giornalisti, in un hotel alle porte di Lamezia, ci sono i big del centrodestra di ogni livello. Tra gli altri, in prima fila, Mimmo Tallini, Pino Gentile, Ennio Morrone e il senatore Giuseppe Mangialavori.
Santelli, sostenuta dalla coalizione Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia e Udc, più altre liste, intende “non solo vincere, ma soprattutto convincere”. E, stavolta, è “meglio una donna che sa fare gioco di squadra. Con sano pragmatismo, come valore aggiunto, perché abbiamo avuto troppi uomini soli al comando”. Santelli, che polemizza in maniera soft con Occhiuto (“quanto influirà la candidatura di Mario – dice - lo decideranno i calabresi. Anche se ho visto un altro Mario ultimamente, che mi lascia abbastanza interdetta. Preferisco pensare a quello di prima”), afferma di “non essere innamorata dei sondaggi. Cammino per la mia strada e alla fine tirerò i conti”.
Insomma, Santelli bada al sodo. Per la deputata azzurra, “le priorità sono l’occupazione, che è il grande tema, e lo sviluppo. Ma soprattutto una Regione che ritorni a essere un ente programmatore di sviluppo. Quindi, meno gestione di potere e programmazione reale. Basta parlare di speranza. Parliamo invece di progetti, di cose da fare. Parliamo del tanto che abbiamo e di come renderlo capace di produrre sviluppo per tutti”. Poi, un passaggio sulla sanità: “Il settore è commissariato. Ma non serve il braccio di ferro, come ha fatto l’attuale presidente. Dobbiamo cercare di trovare insieme una soluzione su un diritto fondamentale”. E un altro sull’operazione ‘Rinascita-Scott’: “Un’operazione enorme. Mi è piaciuta molto la frase del procuratore Gratteri che chiede di riempire gli spazi che loro hanno aperto”. Santelli, infine, salva “poche cose del governo Oliverio. Sicuramente, elimineremo l’assoluta distanza tra la Cittadella e il popolo calabrese”.
Presenti all’incontro anche i commissari regionali Christian Invernizzi (Lega) e Wanda Ferro (Fratelli d’Italia) e il presidente dell’Udc calabrese Franco Talarico. Per Wanda Ferro, “sarà una sfida entusiasmante per il cambio di marcia di questa terra, che con il governo Oliverio ha raggiunto il minimo storico. Noi siamo affidabili – continua - non abbiamo mai tradito gli elettori. Non siamo mai andati al governo con chi abbiamo combattuto nelle campagne elettorali. Avremo certamente un ruolo da protagonisti, non da semplici comparse”. Anche per Invernizzi oggi inizia un nuovo percorso: “Partiamo per convincere i calabresi che i prossimi cinque anni saranno diversi dagli ultimi. Per la sinistra, in Calabria quello che conta di più è battere le destre. Ma i problemi di questa terra sono ben altri. Bisogna aiutare il Sud. Chi decide di andare via lo deve fare per scelta e non perché costretto”. Talarico non ha dubbi: “Evitiamo la sindrome dell’uomo solo al governo, come ha fatto Oliverio. Non è questo che serve alla Calabria. Questa terra ha bisogno invece di una squadra coesa e di una persona autorevole, come Jole Santelli, che ci possa poi rappresentare a Roma, dove si assumono le decisioni”.
Giuseppe Maviglia
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