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Catanzaro - La giunta regionale della Calabria, su proposta del presidente Mario Oliverio, ha deliberato di integrare la richiesta già fatta al Governo di dichiarazione dello stato di emergenza, formulata con deliberazione del febbraio scorso, per le frane ed i danni provocati dal maltempo. La giunta ha deciso di estendere la richiesta di stato di emergenza per gli eventi verificatesi nei territori dei Comuni di Petilia Policastro, Canolo, Oriolo e Scala Coeli, disponendo, allo stesso tempo, in loro favore, un primo contributo di 1.200.000 di euro.La Giunta regionale si è riunita sotto la presidenza del presidente Mario Oliverio - informa una nota dell'Ufficio stampa - con l'assistenza della Dirigente Francesca Palumbo.

Su proposta del presidente e dell'assessore ai Lavori Pubblici Antonino De Gaetano è stato deciso di revocare alcuni precedenti interventi deliberati e di accertare, conseguentemente, un'economia di euro 4.556.000 sull'obiettivo operativo 3.2 del Por Calabria Fesr 2007/2013. La delibera prevede anche di riprogrammare "le economie per l'esecuzione, da parte delle Amministrazioni provinciali, per lo stesso importo, di alcuni interventi di mitigazione del rischio da erosione costiera nei Comuni di Falerna, Gizzeria, Diamante, Amantea, Sangineto, Bonifati, Belvedere marittimo, Cetraro, Acquappesa, Guardia piemontese, Fuscaldo, Longobardi, Motta San Giovanni, Melito Porto Salvo e Reggio Calabria.

Oliverio incontra D’Angelis

Il presidente della Regione, Mario Oliverio, ha incontrato questa mattina a Roma il responsabile nazionale di #italiasicura, la struttura di missione di Palazzo Chigi contro il dissesto idrogeologico, Erasmo D’Angelis. Nel corso dell’incontro il presidente Oliverio ha illustrato la grave situazione venutasi a determinare in alcune realtà calabresi come Oriolo, Petilia Policastro, Scala Coeli e Canolo a seguito della straordinaria ondata di maltempo abbattutasi nei giorni scorsi sulla nostra regione. Il grave dissesto idrogeologico ha provocato consistenti movimenti  franosi che, in alcuni casi, hanno messo a forte rischio gli stessi centri abitati.  In alcune situazioni i sindaci sono stati costretti allo sgombero delle civili abitazioni. Fortemente danneggiate anche diverse infrastrutture e molti collegamenti viari. Le attività produttive sono state praticamente messe in ginocchio e, per questo, la Giunta regionale della Calabria ha deliberato la richiesta di calamità al governo nazionale.

“Si tratta – ha detto, tra l’altro, il presidente della Regione- di situazioni gravi che hanno fatto riemergere le profonde ferite di cui è disseminato tutto il territorio calabrese, con interi versanti che ancora sono in movimento. Per fronteggiare adeguatamente la situazione è necessario mettere a punto un programma strategico di vasta portata che consideri  la situazione comprensorio per comprensorio, bacino per bacino e, per questo, riteniamo sia non più rinviabile un intervento del governo nazionale, con la destinazione di risorse adeguate. Va recuperata, inoltre, una cultura della cura e della manutenzione del territorio, evitando di agire, come abbiamo fatto sinora, solo sulle emergenze e sui disastri”. “Nell'ambito di questa strategia  - ha concluso Oliverio - i comuni dovranno diventare avamposti ai quali dare poteri, risorse, mezzi e strumenti per far fronte agli interventi necessari”. D’Angelis, dal canto suo,  ha dichiarato piena disponibilità ad affrontare le situazione di emergenza e ha rassicurato il presidente Oliverio che a queste realtà saranno destinate le risorse necessarie per far fronte alla situazione che si è venuta a determinare e per realizzare un progetto di sistemazione idrogeologica complessiva di tutto il territorio regionale.

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