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Roma – Il Governo rimodula l’investimento in merito al Ponte sullo Stretto e taglia Fondo coesione per la Calabria. In pratica, il governo ha confermato lo stanziamento di 11,6 miliardi di euro per la realizzazione del Ponte sullo Stretto ma tramite un emendamento alla legge di bilancio rimodula i fondi per finanziare l'opera. Oltre ai chiarimenti di Salvini si aggiunge un coro di voci contro il taglio fondi per la Calabria.

Salvini: “Giusta partecipazione Sicilia-Calabria a spese Ponte”

"Che ci sia una compartecipazione seppur minima di Sicilia e Calabria mi sembra più che ragionevole". Così il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini a Radio 24 a proposito del cambiamento del metodo di finanziamento del Ponte sullo Stretto con una parte dei fondi destinati alle due regioni. "Se Sicilia e Calabria ci mettono, ad ora, il 10% e lo Stato il 90%, è giusto". Non è un'opera pubblica che unirà solo le due regioni perchè tutta l'Italia ne gioverà. Secondo uno studio di Openeconimics, 20 miliardi di Pil in più all'anno" e la Lombardia prima in termini di benefici. "È chiaro che per Sicilia e Calabria cambierà il mondo", ha ribadito sottolineando che non ci sarà solo il ponte ma che "altre decine di miliardi" saranno investiti nelle due regioni.

Sindaco Catanzaro: “Su Ponte Stretto serve referendum”

"Come i faraoni dell'antico Egitto, che impegnavano risorse economiche immani per costruire le ambiziose piramidi, il leader della Lega Salvini rastrella con ogni mezzo i soldi per finanziare un'opera, come il ponte sullo Stretto, che la Calabria non ha mai voluto e cercato. La smania di passare alla storia come il realizzatore del ponte sta portando il vicepremier leghista a rastrellare tutte le risorse disponibili, anche a costo di privare la già debole Calabria degli strumenti finanziari per programmare il suo sviluppo". Così, in una nota, il sindaco di Catanzaro, Nicola Fiorita. "L'emendamento, con cui parte dei soldi che serviranno per il ponte, se mai si farà, saranno presi dalla riduzione del Fondo Sviluppo e Coesione destinato alla Calabria fino al 2027 - aggiunge Fiorita - è inaccettabile nel metodo e nella sostanza. La Calabria diventa più povera sull'altare di un'opera della cui utilità è legittimo serbare dubbio. Ma poiché Salvini agisce come se il ponte sia sostenuto e apprezzato dalla popolazione calabrese, è forse venuto il momento di fare chiarezza su questo punto. Si indìca, come prevede lo Statuto della Regione Calabria, un referendum consultivo su questa opera e sulla sua obiettiva utilità. Si pronunci il corpo elettorale calabrese se effettivamente vale la pena sacrificare tutto per una sola opera". "Ho la sensazione piuttosto netta - dice ancora il sindaco di Catanzaro - che l'opinione pubblica calabrese sia molto indifferente o, in molti casi, molto scettica su quest'opera. Io resto dell'idea che un potenziamento delle infrastrutture a terra e dei trasporti marittimi tra Calabria e Sicilia, associato a un ammodernamento delle flotte sotto il profilo tecnologico, risulterebbe una scelta più coerente, più economica e più eco sostenibile. Ma se proprio questo Governo vuole realizzare il ponte, non lo faccia con i soldi della Calabria. Salvini si costruisca il suo giocattolo con i soldi della Padania".

Bevacqua: “Scippo di fondi a Calabria e Sicilia per ponte Stretto”

"Siamo davanti al governo nazionale più antimeridionalista della storia. E non poteva essere diversamente visto che è pesantemente influenzato dalle volontà della Lega e di Matteo Salvini. Come se non bastasse il progetto di Autonomia differenziata a delineare e definire la politica messa in atto dall'esecutivo Meloni nei confronti delle Regioni meridionali, adesso è arrivato l'ennesimo furto sulle risorse europee destinate a Calabria e Sicilia messo in atto per finanziare il Ponte sullo Stretto e consentire al Carroccio di continuare a sventolare la bandiera della propria campagna elettorale al Sud". Lo sostiene il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Mimmo Bevacqua, "dopo l'approvazione a Roma - é detto in un comunicato - dell'emendamento alla manovra di bilancio che rimodula i fondi stanziati per il Ponte sullo Stretto". "Rimodulazione - si aggiunge nella nota - che prevede una riduzione degli oneri a carico dello Stato di 2,3 miliardi su un totale di circa 11,6 miliardi fino al 2032. In particolare, la somma recuperata dallo Stato arriva direttamente dal Fondo di sviluppo e coesione: 718 milioni arrivano dalla quota del fondo destinata alle amministrazioni centrali e addirittura un miliardo e seicentomila dalla quota destinata alle regioni Calabria e Sicilia". "Il governo - prosegue Bevacqua - torna a mettere le mani direttamente nelle tasche dei cittadini calabresi andando a diminuire fondi già stanziati per la Calabria e per la Sicilia. Fondi che rappresentavano una boccata di ossigeno per realizzare opere basilari per i territori che versano ancora in grado di profonda arretratezza rispetto al resto del Paese, anche per quel che riguarda infrastrutture e trasporti. E così il governo, per consentire a Salvini di continuare a nascondersi dietro il bluff del Ponte sullo Stretto, non ha trovato nessuna risorsa aggiuntiva da destinare alla mega opera ma soltanto risorse già esistenti e destinate alle due Regioni per altri investimenti. Davvero un gioco delle tre carte penoso che non può lasciare indifferente neanche il governatore Occhiuto, dal quale ci aspettiamo una ferma presa di posizione a tutela della Regione che presiede. Appena lunedì scorso avevamo denunciato il bluff del governo su un'altra alchimia contabile relativa ai presunti fondi stanziati per Rfi nella nostra Regione,quando è chiaro che l'Alta velocità, al momento, si fermerà al confine della nostra regione. Ed allora a cosa e a chi servirebbe un'opera come il Ponte che sottrare risorse fondamentali e si inserisce in una rete di trasporti fatiscente e non all'altezza? I cittadini calabresi e meridionali sono stanchi di essere presi in giro da questo centrodestra che ogni giorno continua a isolare il Mezzogiorno e renderlo sempre più povero". "Serve una ferma presa di posizione dell'intera classe dirigente del Meridione - conclude il capogruppo regionale del Pd - per fermare la deriva del governo Meloni e per bloccare lo scippo di risorse in atto e il progetto di Autonomia differenziata che dividerà in modo insanabile il Paese".

Orrico (M5s): "Rapina compiuta ai danni di calabresi e siciliani. Governo e Lega depredano il sud"

“La rapina, ai cittadini calabresi e siciliani, è compiuta. Sono loro, infatti, che pagheranno, a caro prezzo, il Ponte sullo Stretto voluto da Salvini con risorse che sarebbero dovute servire ad altro, per supportare cioè la crescita di due territori fra i più poveri d’Europa”. Lo affermano i deputati calabresi del Movimento 5 stelle Orrico, Baldino, Scutellà e Tucci, l’eurodeputata Ferrara ed il consigliere regionale Tavernise. “Non ci sono – dicono – i fondi per realizzare l’opera pubblica più divisiva della storia nazionale annunciata nella perenne campagna elettorale leghista? Benissimo, il governo li va a prendere, con un proprio emendamento alla Legge di Bilancio, nel Fondo di Coesione e Sviluppo: qualcosa come 2,3 miliardi di euro che alleggeriscono una manovra cieca e senza investimenti e rendono vani gli sforzi per bilanciare il divario fra Nord e Sud. E sì – continuano gli esponenti pentastellati -, perché quei soldi rappresentano il principale strumento che possiede il governo per il finanziamento e l’attuazione delle politiche di riduzione degli squilibri economici e sociali nel Paese. Dopo l’Autonomia differenziata ed altri provvedimenti predatori similari come quest’ultimo, è evidente come l’esecutivo sia nemico del meridione. D’altronde, l’emendamento, presentato questo sì coi favori delle tenebre, ci consegna l’immagine di un governo che, per camuffare una spregiudicata operazione di bassa politica, è pronto a tutto. Il governatore Occhiuto – concludono Orrico, Baldino, Scutellà, Tucci, Ferrara e Tavernise -, come da copione, mantiene la consegna del silenzio funzionale esclusivamente al suo feudo calabrese: magari, ci darà pubblicamente ragione fra un pò così come ha già fatto, fuori tempo massimo s’intende, con il Reddito di cittadinanza e l’Autonomia differenziata”.

Uil: "Sul Ponte scippo fondi a Calabria e Sicilia"

"L'emendamento alla manovra, approvato dalla Camera, che rimodula i fondi stanziati per il ponte sullo Stretto, prevedendo una riduzione degli oneri a carico dello Stato di 2,3 miliardi, su un totale di circa 11,6 miliardi al 2032, è un vero e proprio scippo, un tentativo goffo, senza senso e controproducente per il futuro del Mezzogiorno, volto chiaramente a placare gli animi dentro la maggioranza". Lo afferma, in una nota, Santo Biondo, segretario confederale della Uil. "Di fatto, per la realizzazione di quel progetto faraonico - aggiunge Biondo - si sottraggono fondi per lo sviluppo regionale, già destinati alla Calabria e alla Sicilia per altri scopi, che erano necessari a garantire, fra le altre cose, la tenuta dei servizi sociali e l'ammodernamento di altre infrastrutture. Non solo. Questa scelta è in netta contraddizione con la stessa logica dell'autonomia differenziata, tanto cara al Governo e che però, guarda caso, non la applica in questa circostanza, avendo deciso di centralizzare la spesa e di eliminare l'autonomia di gestione dei finanziamenti per lo sviluppo di quelle due regioni. È una scelta antistorica che mette un freno alle opportunità di sviluppo del Mezzogiorno, cozza con l'essenza dei fondi di coesione e che finisce per porre questo Governo nel novero di quelli più anti meridionalisti della storia repubblicana. Quanto accaduto alla Camera è inaccettabile. Il Governo corra ai ripari e intervenga con prontezza perché quei fondi per lo sviluppo regionale hanno una precisa e specifica destinazione e da quella non possono essere distolti".

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