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Catanzaro - Un gruppo di lavoratori della Fondazione Campanella, 172 dei quali hanno ricevuto le lettere di licenziamento, stanno manifestando a Catanzaro davanti alla sede della Presidenza della Regione dove, per le 14, è prevista una riunione della Giunta regionale. I lavoratori che, al momento stanno provocando qualche problema alla circolazione stradale intralciando parzialmente il traffico e suscitando qualche protesta tra gli automobilisti, chiedono di essere ricevuti dall'esecutivo regionale. In precedenza, i dipendenti licenziati dalla Fondazione Campanella avevano manifestato davanti alla sede del Dipartimento Salute dove ha sede l'Ufficio del Commissario straordinario per il rientro dal deficit sanitario riuscendo ad incontrare per qualche minuto anche il commissario Luciano Pezzi. Anche quest'ultimo, in questo momento, si trova a Palazzo Alemanni.

Incontro licenziati Campanella-Pezzi

I 172 dipendenti della Fondazione "Tommaso Campanella", che sono stati licenziati nei giorni scorsi, hanno incontrato a Catanzaro, al dipartimento Tutela della salute e Politiche sanitarie, il commissario alla Sanità calabrese Luciano Pezzi per trovare una soluzione alla loro situazione. Pezzi, dopo aver ricevuto una delegazione, ha parlato ai lavoratori chiarendo che "saranno attivati, come da programma e considerata la necessità regionale, le attività di Hospice e di Adi, Assistenza domiciliare integrata all'interno della Fondazione". Il commissario ha preso con i dipendenti licenziati anche l'impegno di rivedere la legge regionale 63, che conferma la Fondazione Tommaso Campanella, quale ente di diritto privato, finalizzato a garantire l'assistenza oncologica. "Appena si insedierà la nuova Giunta regionale - ha detto - proporrò di riesaminare la possibilità di ampliare le funzioni della Campanella aggiungendo a quella oncologica, quella non oncologica, ma anche altro. Questo, assieme all'Hospice e all'Adi, consentirà di assorbire una parte del personale licenziato. L'intendimento è quello di non abbandonare nessuno, ma ad oggi non possiamo prendere impegni ed il management della Fondazione deve fare la sua parte. Dobbiamo ricordare che la Tommaso Campanella è un ente privato e che segue regole privatistiche per assunzioni e licenziamenti. Su questo io ho le mani legate". Sulla possibilità di rendere la Campanella un Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico, il cosiddetto Irccs, Pezzi ha aggiunto: "La Fondazione al riguardo non ha mai attivato le procedure per ottenere il riconoscimento come Irccs, che segue una normativa nazionale ben precisa. Se quelle procedure non saranno attivate non si potrà ottenere nulla al riguardo". Le dichiarazioni di Pezzi hanno scaldato gli animi dei presenti e i dipendenti hanno chiesto "le immediate dimissioni" di Mario Martina e Paolo Falzea, direttore generale e presidente della Fondazione. "Loro hanno mantenuto il posto di lavoro - hanno detto i lavoratori a Pezzi - e noi siamo in mezzo ad una strada. Dovete mettervi d'accordo, perché il management della fondazione dice che dobbiamo parlare con Pezzi e voi dite che dobbiamo parlare con loro. Intanto siamo noi a non avere più né lavoro, né soldi. Assicurarci che una parte dei lavoratori, forse, sarà reintegrata, non ci basta. O tutti o nessuno".

REAZIONI

Cantelmi: “Vicenda Campanella finisce in dramma”

"Finisce in dramma la vicenda della Fondazione Tommaso Campanella. La politica degli ipocriti habuttato in strada centinaia di lavoratori e famiglie, a fronte dei milioni incassati abusivamente da politici e dirigenti calabresi". E' quanto afferma Cono Cantelmi, candidato M5S alla presidenza della Regione. "I carnefici della Campanella - prosegue - non sono i soggetti chiamati dal governo a ripianare i debiti derivanti dasprechi e ruberie di palazzo. I boia sono tra coloro che hanno sfilato con i lavoratori per chiedere ad altri la soluzione del problema creato da loro stessi. L'art. 7 dello statuto della Fondazione Campanella consentiva a Comune e Provincia catanzaresi di contribuire alle casse con proprie quote. Nonostante certe lacrime fasulle, i due enti non hanno messo un solo centesimo. Ridicola la giustificazione di Wanda Ferro, che ha affermato che sarebbe finita alla Corte dei Conti, se avesse finanziato la Fondazione. Ancora il rettore dell'Università di Catanzaro ha utilizzato la vicenda Campanella per ottenere benefici per l'azienda Mater Domini. Ai tavoli, poi, ha preteso di discutere dei posti letto in cardiochirurgia e del finanziamento all'Università, aspetti che non riguardavano la Fondazione. L'ateneo sta incamerando illecitamente 20 milioni all'anno, cifra che avrebbe risolto per sempre il problema Campanella". "Piuttosto che in nove mesi - sostiene ancora Cantelmi - il vertice del Dipartimento Salute avrebbe potuto concludere al volo il trasferimento alla sede originaria delle unità operative non oncologiche della Campanella. Se non avesse subito la politica stracciona dei rinvii, il problema di oggi sarebbe scoppiato al più nel dicembre 2013, quando giunta e consiglio regionale in pieni poteri avrebbero potuto risolvere. È auspicabile che insieme al commissario per il rientro la nuova giunta regionale riprenda con serietà la vicenda, per recuperare quanto legittimamente sia possibile”.

Fp-Cgil: “Noi sempre con lavoratori”

"Come Fp Cgil a fronte delle generiche accuse contenute nella lettera di alcuni lavoratori licenziati dalla Fondazione Campanella e rivolte anche alle organizzazioni sindacali, ritenendo di non avere alcuna responsabilità su quanto ad essa imputato". Lo affermano in una nota congiunta i segretari della Fp-Cgil della Calabria, Alfredo Iorno, e della Fp-Cgil di Catanzaro, Bruno Talarico. "Non intendiamo, tantomeno, entrare - aggiungono - in un gioco al massacro che rischia di sollevare un inutile polverone che gioverebbe soltanto ai veri responsabili di tutta questa vicenda. Il sindacato è sempre stato e rimarrà a fianco dei lavoratori, e lo dimostra il fatto che molti lavoratori della Fondazione hanno sin dall'inizio scelto di essere rappresentati dalle organizzazioni sindacali confederali, ed in tal senso insieme ai lavoratori impugneremo i licenziamenti nelle sedi giudiziarie in quanto palesemente illegittimi. Sono questi gli obiettivi che ci muovono e non risponderemo a opinabili sollecitazioni che ci vorrebbero schierati in una disputa su partite economiche pregresse tra i soci fondatori, Regione e Università, nella profonda convinzione che la posizione e la determinazione della Fp-Cgil è sempre stata nota a tutti anche in tempi non sospetti, e se c'è veramente da stendere un velo pietoso quello dovrebbe essere steso sul protocollo d' intesa fra i soci fondatori".

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