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Locri – Si è tenuto nella sede comunale del circolo Sel di Locri un incontro tra Marco Furfaro responsabile nazionale Ambiente, beni comuni e Green Economy di Sinistra Ecologia e Libertà e i rappresentanti regionali Slc Cgil Nicola Procopio ed Emanuela Tedesco. Nel corso del confronto sono stati affrontati i temi occupazionali del settore call center in Calabria, ribadendo “le ragioni e le rivendicazioni che hanno spinto i lavoratori del comparto ad essere nuovamente in piazza a Roma per lo sciopero nazionale di categoria del prossimo 21 novembre”.

I rappresentanti sindacali hanno descritto i problemi occupazionali che la Calabria ha vissuto e che rischia di rivivere con maggiore drammaticità per la mancata applicazione della direttiva europea 23/2001 da parte del Governo. “Una normativa di buon senso - scrive il sindacato in una nota - che prevede che i lavoratori seguano il lavoro nei cambi d'appalto che metterebbe in sicurezza l’intero settore che nella sola Calabria conta circa 15mila addetti. Il mancato recepimento della normativa comunitaria sugli appalti ha mietuto oltre 3000 posti di lavoro nel settore in Calabria, e si rischia, - aggiungono - se non si interviene nell’immediato, di affrontare ulteriori crisi occupazionali”. “L’occasione è stata utile - specificano - anche per porre l’attenzione sulla vertenza Infocontact la cui mancata risoluzione mette in pericolo il lavoro dei circa 1800 colleghi coinvolti”.

“Ringraziamo la segreteria nazionale di Sel e gli esponenti regionali dello stesso partito per aver voluto ascoltare le nostre istanze – ha affermato Emanuela Tedesco della Slc Cgil Calabria – sostenendo le ragioni della nostra protesta e le motivazioni che ci porteranno in piazza, di nuovo, il prossimo 21 Novembre”.

“L’esponente nazionale di Sinistra Ecologia e Libertà Furfaro ha dichiarato la sua disponibilità a presentare delle istanze specifiche sui temi posti, intervenendo direttamente sia in Parlamento che nelle sedi europee preposte – ha proseguito Emanuela Tedesco – dimostrando così grande sensibilità ad una tematica cara a migliaia di lavoratrici e lavoratori calabresi”.

“Come Slc Cgil siamo impegnati da tempo a far recepire la normativa comunitaria sugli appalti anche in Italia al fine di proteggere l’occupazione di 80 mila lavoratori italiani – ha continuato – ma ci siam scontrati con istituzioni sorde e troppo schiacciate sugli interessi delle grandi aziende committenti”.

“Per proteggere il settore, per garantire il futuro a 15mila famiglie calabresi, migliaia di lavoratori calabresi si asterranno dall’attività lavorativa Venerdì 21 Novembre e contestualmente centinaia di lavoratori partiranno alla volta di Roma per partecipare alla manifestazione ed alla notte bianca dei Call Center prevista a Piazza del Popolo – ha concluso – invitiamo tutte le forze politiche che hanno a cuore il futuro di 15mila calabresi di appoggiarci e scendere in piazza al nostro fianco”.

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