
Lamezia Terme - L’organizzazione sindacale Fp Cgil di Catanzaro e Lamezia rende noto di aver inviato una nota a Nicola Gratteri, Procuratore Capo della Repubblica di Catanzaro, con la quale affermano, “abbiamo avanzato una richiesta di intervento nella procedura di concordato preventivo della Fondazione Tommaso Campanella”.
“Abbiamo ritenuto opportuno - aggiungono - interessare della questione il Procuratore alla luce delle notizie stampa diffuse in merito alla proposta di piano di riparto delle somme ed alle parcelle stratosferiche avanzate dai professionisti che a vario titolo, seppur legittimo, gravitano nella procedura concordataria, auspicando che l’Ufficio di Procura si opponga e chieda una profonda e sostanziale modifica di tale piano, nella piena consapevolezza che l’eventuale dichiarazione di fallimento rappresenti una pessima soluzione rispetto al concordato. Come sindacato siamo in primo luogo indignati per l’assenza di una presa di posizione della politica regionale, struttura commissariale compresa, le quali vive questo momento come se nulla fosse, dimenticando che 265 lavoratori hanno perso il lavoro ed il loro sostentamento allo stato è l’assegno di disoccupazione temporaneo”.
“Siamo indignati - proseguono dall’organizzazione sindacale - per come passi nella più assoluta indifferenza il fatto solo una parte dei dipendenti sono stati assorbiti da altre struttura sanitarie pubbliche con contratti part-time ed a tempo determinato, mentre per tutto il personale amministrativo non è stata possibile nessuna altra soluzione, cosi come la Regione non vuole più saperne degli impegni assunti sull’integrazione delle ore con la formazione per la ricollocazione del personale, così come andrebbe chiesto al Commissario ad Acta che fine hanno fatto gli impegni presi anche con i lavoratori, considerato che lui ha il vezzo di parlare direttamente con loro”.
“La morte della Fondazione Campanella - concludono - ha rappresentato un’occasione da sfruttare per altri e questo è l’unico dato incontrovertibile basti vedere che fino hanno fatto i posti oncologici e non, riassegnati in strutture private della regione. Auspichiamo, infine, che tutti i soggetti interessati facciano la loro parte senza ulteriori indugi e che mettano in campo tutto quanto necessario per fare fede a quanto concordato nell’interesse di tutti i lavoratori”.
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