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Catanzaro - "Gli eventi ci piacciono e sono utili. Non sono tra quelli che considerano la festa un nemico. Il punto è un altro, ed è squisitamente economico: una Regione non si governa a colpi di like e con campagne di comunicazione per una scampagnata". È quanto dichiara l'europarlamentare Pasquale Tridico, capodelegazione del M5S a Bruxelles, già candidato alla presidenza della Regione Calabria.

"Da calabrese - prosegue - so bene cosa rimane il lunedì mattina, quando i riflettori si spengono. Resta la regione più povera d'Italia con una sanità allo stremo che pure conserva punte di eccellenza e professionisti integerrimi; con i treni che saltano mentre a Roma si annunciano i 13,5 miliardi del Ponte, e un assessore ai trasporti che non riesce a garantire l'ordinario sulla tratta ionica; con le aree interne che si svuotano e i fondi che non si spendono. E resta anche il capitolo di cronaca nazionale ma che ci interpella, quello dei migranti, che se non vogliamo essere ipocriti, sono linfa vitale del nostro sistema produttivo, nei campi come nei servizi, e che troppo spesso trattiamo come merce da contabilizzare. In mezzo a tutto questo ben vengano le feste. Ma promuovere un territorio e promuovere sé stessi sono due cose molto diverse. Si celebra il tutto esaurito di un tour privato come un merito della Regione. Intanto il turismo vero, quello che paga gli stipendi, racconta un'altra estate da 'dieci giorni', con soggiorni sempre più brevi, spesa in calo, presenze che pur ci sono ma non lasciano ricchezza. La cartolina sponsorizzata e la saracinesca che si abbassa a settembre, non sono la stessa Calabria. È qui la distinzione che, da economista, non mi stanco di ripetere: c'è differenza tra spendere e investire. Comprare visibilità dura 30 secondi e non si trasforma in indotto. Investire significa costruire una filiera, festival che durano anni, produzioni che scelgono la Calabria perché conviene, lavoro che resta quando la carovana riparte".

"Per questo - conclude Tridico - sui 170mila euro pubblici destinati attraverso la Film Commission alla tappa calabrese (100mila per la 'visibilità della Regione' e 70mila per un video, a fronte di un evento privato) chiedo trasparenza, non polemiche. Nei casi come quello di Jovanotti la Regione dopo aver pubblicato immediatamente gli atti, dica quale visibilità ha acquistato e su quali mercati, e renda conto dei risultati con dati oggettivi (arrivi, pernottamenti, prenotazioni, tasse di soggiorno contabilizzate) non con titoloni da comunicati vuoti che invece raccontano altro. Un presidente di Regione non è il direttore marketing di Ryanair, né il capo-promozione di un tour estivo. Il suo mestiere è quello di migliorare la qualità della vita dei suoi corregionali, facendo cose ordinarie, come far funzionare gli ospedali, i treni, le aree interne, spendere i fondi europei, e offrire dignità a di chi lavora in questa terra. Non chiediamo meno eventi ma una Calabria normale".

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