
Catanzaro - Pubblichiamo la nota di Sabatino Nicola Ventura, Coordinatore Area “Questione Meridionale” del Pd, sul Primo Maggio e su una nuova idea di politica sociale della sinistra più vicina alle nuove emergenze prodotte dal sistema lavoro contemporaneo.
"Il 1° maggio 2014 è un giorno che obbliga alla riflessione nella consapevolezza, purtroppo, che la società contemporanea, questa del libero mercato, è implosa; non è più in grado di assicurare il diritto di cittadinanza soprattutto ai tanti, tantissimi senza lavoro o sottopagati o, in molti casi, sfruttati. Bisogna prendere atto che quest’organizzazione della società ha esaurito la sua “spinta propulsiva”.
E’ da anni che l’area occidentale del mondo e per quanto ci riguarda, in particolare l’Italia, tenta di restare o essere competitiva nel mercato, attraverso la riduzione dei diritti; la flessibilità del lavoro; la riduzione dei compensi; il superamento dei vincoli legislativi e contrattuali degli anni delle conquiste. Siamo nel pieno della società del liberismo sfrenato, che assicura cospicui vantaggi a pochi e mortifica ed emargina milioni di persone. Questo modello, oramai, di non sviluppo deve essere contestato, combattuto e profondamente cambiato.
Il 1° maggio è giusto sia elevato, ancora di più, a giorno di approfondimento e di rilancio delle proposte e delle iniziative per il diritto di cittadinanza, per il lavoro, per una società nuova, nella democrazia, capace di recuperare la centralità della persona. Questo compito, ritengo, è affidato soprattutto al pensiero e all’attività della sinistra che, chiusa l’esperienza del secolo scorso, ragioni in modo nuovo, originale su una diversa organizzazione della società.
I populismi e le demagogie inconsistenti e pericolosi, alla Grillo, nascono per un ritardo di elaborazione e di attività della sinistra democratica; si sconfiggono, pertanto, con idee e programmi. La sinistra ha l’obbligo, come ha scritto Reichlin qualche tempo fa, di “mettere in campo un pensiero nuovo di ridefinizione, diversamente dalla sinistra storica, del conflitto sociale”.
In Calabria, in particolare, la sinistra riformista e progressista hanno il dovere di promuovere è mettere in campo un’area molto vasta in grado di rileggere le questioni del meridione e della Regione, alla luce del rapporto sempre più stretto e necessario con il resto del Paese e dell’Europa.
Bisogna prendere atto e fare i conti con la grande novità: il potere “infinito” finanziario, che ha cambiato il mondo. Il rapporto che oggi si è realizzato fra ricchezza e lavoro, o forse è più giusto dire fra ricchezza ed esseri umani è inaccettabile. Il superamento, oramai, del vecchio schema sullo scontro di classe, impone la ricerca di un percorso nuovo, originale, che porti al superamento della società attuale. La sinistra è chiamata, e con urgenza, a un nuovo grande pensiero; che nel riaffermare i valori della democrazia, della solidarietà, dei diritti collettivi e individuali, ridia speranza e soprattutto certezza di prospettiva.
Ora che il Partito Democratico è una delle forze del socialismo europeo, ha il compito di rilanciare l’impegno per l’Europa della gente. Uguali diritti e doveri per i cittadini dell’Europa. Il lavoro (nuovo, originale, profondamente diverso da quello conosciuto) non deve costituire motivo di divisione, ma al contrario deve unire. Ciò sarà possibile se saremo capaci di invertire il rapporto di subalternità della politica rispetto all’economia".
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