
Cosenza – È stata eseguita l’autopsia sul corpo di Mohamed Amin Bessioud, il 25enne di origine tunisine e cittadino che giovedì pomeriggio si è suicidato a Cosenza durante una perquisizione dei carabinieri. La famiglia, che si è affidata all’avvocato Osvaldo Rocca, chiede che venga fatta chiarezza sulle circostanze in cui è avvenuto il suicidio. Il giovane era ai domiciliari per reati di spaccio e detenzione di sostanze stupefacenti. Secondo quanto è stato raccontato dalla mamma e dai familiari, da tempo il ragazzo soffriva di disturbi pschiatrici e già in passato aveva compiuto gesti autolesionistici. La mamma del 25enne, in preda alla disperazione e al dolore aveva provato a compiere un gesto autolesionista. I familiari, allarmati, hanno chiamato le forze dell’ordine e il 118 che hanno evitato il peggio. Oggi è stata eseguita l’autopsia, ma sull’esito dell’esame autoptico vige uno stretto riserbo.
"La tragica morte di Mohamed Amin Bessioud, il 25enne di nazionalità italiana e di origini tunisine lanciatosi nel vuoto nel corso di una perquisizione domiciliare dei carabinieri, rappresenta una ferita profonda per la città di Cosenza che necessita di chiarezza e giustizia". Lo afferma la deputata del Movimento 5 stelle Anna Laura Orrico.
"Provo sincero rispetto - prosegue - per le forze dell'ordine e per il faticoso lavoro che ogni giorno conducono con dedizione e sacrificio per far sì che la nostra comunità viva sicura nell'alveo della legalità. Proprio per questo, però, questa dolorosa vicenda richiede la massima trasparenza per fugare ogni dubbio sul rispetto dello Stato di diritto di questo Paese in cui anche chi è privato della libertà personale, come Bessioud, che era recluso ai domiciliari, merita la salvaguardia, costituzionalmente garantita, della dignità umana".
"La morte del ragazzo - prosegue l'esponente pentastellata - afflitto da problemi depressivi apre, inoltre, una inevitabile riflessione sulla questione del disagio psichico soprattutto dei fragili, gli emarginati, di chi è privato della libertà personale, poiché la sicurezza nelle nostre strade ormai è correlata anche ad una questione sanitaria evidentemente trascurata".
"Certo - conclude Anna Laura Orrico - per provare ad affrontare queste gravi criticità con un atteggiamento diverso, quello cioè di chi vuole risolvere i problemi come sistema Paese, non aiuta il clima di tensione che viviamo indotto da chi parla di stretta securitaria per alimentare la propaganda senza però preoccuparsi dei risultati che non arrivano".
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