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Catanzaro - La Calabria mostra una crescita superiore alla media nazionale, ma continua a fare i conti con un'inflazione record, il caro credito e il rallentamento dell'export. È questo il quadro che emerge dal 38° report dell'Osservatorio MPI di Confartigianato Calabria, che analizza l'andamento dell'economia regionale nell'estate 2026. Secondo le stime riportate nello studio, il Pil regionale crescerà dello 0,8%, un dato superiore sia alla media italiana (0,5%) sia a quella del Mezzogiorno (0,7%). Un segnale positivo che, tuttavia, convive con criticità strutturali che continuano a incidere sulla competitività delle imprese. 

Tra queste spicca l'inflazione, che a maggio ha raggiunto il 3,9%, il valore più elevato tra tutte le regioni italiane e ben al di sopra della media nazionale del 3,2%. Nei mesi segnati dalla crisi dello Stretto di Hormuz, inoltre, energia elettrica e gas hanno registrato rincari del 5,7%, con inevitabili ripercussioni sui costi di produzione delle imprese e sul potere d'acquisto delle famiglie. 

Un altro elemento di preoccupazione è rappresentato dall'accesso al credito. A marzo 2026 i finanziamenti alle piccole imprese calabresi risultano diminuiti del 2,8% rispetto all'anno precedente, mentre il costo del denaro continua a essere tra i più elevati del Paese. I tassi applicati alle micro e piccole imprese raggiungono infatti il 10,5%, secondo dato più alto in Italia, mentre per le imprese medio-grandi arrivano al 6,6%, il valore più elevato a livello nazionale. 

Sul fronte del lavoro, invece, arrivano segnali incoraggianti. La disoccupazione scende all'8,6%, con una riduzione di 3,3 punti percentuali rispetto al primo trimestre del 2025, mentre gli occupati aumentano dello 0,7%. A trainare la crescita sono soprattutto il lavoro autonomo (+18,1%) e l'occupazione femminile (+4,3%), mentre continua a rimanere basso il tasso di attività, fermo al 51,7%, il più basso d'Italia. 

Molto positive anche le prospettive occupazionali per l'estate. Tra giugno e agosto le imprese calabresi prevedono 45.980 assunzioni, l'8% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno: si tratta dell'incremento più elevato tra tutte le regioni italiane. Le performance migliori si registrano nelle province di Crotone (+15,5%) e Reggio Calabria (+14,1%), mentre il turismo continua a rappresentare il principale motore dell'occupazione stagionale, concentrando il 41% delle entrate previste. Resta però elevata la difficoltà di reperire personale qualificato, che riguarda il 42,2% delle figure ricercate dalle imprese. 

Il report evidenzia, infine, le difficoltà del commercio con l'estero. Nel primo trimestre del 2026 l'export manifatturiero cala del 4,5%, mentre nei comparti a maggiore presenza di micro e piccole imprese la flessione raggiunge il 10,9%, penalizzata soprattutto dalla contrazione delle esportazioni verso il Medio Oriente e la Germania. 

Per il presidente di Confartigianato CalabriaSalvatore Ascioti, il report restituisce «l'immagine di una Calabria che, nonostante un contesto economico internazionale ancora incerto, continua a dimostrare capacità di reazione e una significativa vitalità del proprio sistema produttivo».

"La crescita del Pil superiore alla media nazionale, l'aumento della domanda di lavoro e il calo della disoccupazione sono segnali incoraggianti – afferma Ascioti – ma non possiamo ignorare le difficoltà che continuano a gravare sulle nostre imprese. L'inflazione resta la più alta d'Italia, il costo del credito è ancora troppo elevato e la riduzione dei finanziamenti rischia di frenare gli investimenti proprio nel momento in cui le aziende avrebbero bisogno di innovare e crescere".

Il presidente di Confartigianato richiama anche l'attenzione sul tema delle competenze: "Le imprese cercano personale, ma nel 42,2% dei casi non riescono a trovare le figure professionali richieste. È indispensabile rafforzare il collegamento tra scuola, formazione e mondo produttivo, così come servono strumenti più efficaci per facilitare l'accesso al credito e sostenere gli investimenti".

"Le micro e piccole imprese – conclude Ascioti – continuano a rappresentare l'ossatura dell'economia calabrese. Hanno dimostrato resilienza anche nei momenti più difficili, adesso dobbiamo accompagnarle con politiche che favoriscano competitività, innovazione e crescita stabile".

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