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Lamezia Terme, 5 agosto - Si è trattato di un vero e proprio attentato lo scoppio udito da molti nell cuore della notte appena trascorsa. Un ordigno di medio potenziale, capace di danneggiare però seriamente un cancello di metallo, è stato fatto esplodere contro l'abitazione di Rosario e Giuseppe Cappello, padre e figlio, affiliati assieme all'altro Cappello, Saverio, alla cosca Giampà. Questa notte, intorno alle 2:00, da più parti si è sentito il boato dell'ordigno posizionato proprio all'ingresso della casa. A seguito della forte esplosione è stato dunque danneggiato il cancello d'ingresso dell'abitazione. La casa è ormai disabitata da quando Rosario Cappello e i due figli, pentiti assieme al padre, sono stati portati da tempo in una località protetta. I tre, assieme alle confessioni di altri due pentiti, ovvero Angelo Torcasio e Battista Cosentino, hanno contribuito agli arresti eseguiti durante le recenti operazioni della Dda di Catanzaro, tra fine giugno e luglio di quest'anno. La  casa dei Cappello, nel maggio scorso, era già stata incendiata. Lo scorso 26 luglio, sempre intorno alle 2:00 di notte, altri due ordigni sono stati fatti esplodere davanti due bar dei parenti dei pentiti Torcasio e Cosentino. Nel pomeriggio successivo, a distanza quindi di poche ore dall'esplosione che ha mandato in frantumi le due attività, ignoti si sono introdotti nell'ex abitazione di Angelo Torcasio dando fuoco alle camere da letto poste al piano superiore. Una strategia chiara, quindi, che mira a colpire le cose dei cinque collaboratori di giustizia ch, con il loro pentimento, hanno contribuito a smantellare, così come dimostrano le operazioni Medusa Medea e Minerva,  capi e affiliati alla cosca Giampà.

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