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Gioia Tuaro (Reggio Calabria)  - La sindaca di Gioia Tauro Simona Scarcella è stata posta sotto tutela dalle forze dell'ordine dopo le minacce ricevute e che hanno preso di mira anche i figli. Lo ha detto lei stessa incontrando i giornalisti dopo che ieri aveva partecipato ad un incontro in Prefettura, a Reggio Calabria. "Mi è stato notificato un provvedimento - ha detto Scarcella - che, in considerazione delle attività di indagine che sono in corso, è strettamente riservato, però posso dire che sono molto contenta perché mi è stata accordata la tutela H24 che avevo chiesto per me e la mia famiglia. Ringrazio i componenti del Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica, il prefetto, il questore, i comandanti di finanza e di carabinieri perché hanno valutato le mie istanze. Mi sento sicuramente molto più serena".

"Ho accolto con molto rispetto nei confronti delle istituzioni l'invio della Commissione di accesso al Comune di Gioia Tauro - ha aggiunto - e ne parlo nella misura in cui la Commissione può essere collegata alle intimidazioni perché per il resto preferisco aspettare gli esiti dell'attività che verrà svolta dalla commissione che ha agito con molto rispetto nei confronti di questa amministrazione. Ne parlo perché, come ho avuto modo di circostanziare alle forze dell'ordine, ritengo che ci sia un forte collegamento tra la mia azione amministrativa e quelle che sono le due gravi intimidazioni che ha subito la mia famiglia. La prima cosa che ho fatto appena insediata è stata far notificare a mano i tributi degli ultimi cinque anni, mai richiesti, a colui che è indicato come il gotha della 'ndrangheta mondiale. Ho anche iniziato a fare demolire immobili abusivi, uno dei quali gravato da un'ordinanza di demolizione datata 2016 ma nessuno aveva dato esecuzione a questa ordinanza. Ho toccato con mano interessi legati anche a persone particolari. Ho spostato dipendenti, persone per bene che non hanno fatto nessun reato, ma che erano vicini per strettissimi rapporti di parentela a persone legate alle cosche". 

"Ritengo - ha concluso Scarcella - che questo mio agire abbia determinato quel movimento criminale che ha indotto qualcuno il 18 dicembre a recapitarmi a casa i proiettili di Kalashnikov fino ad arrivare alla lettera terribile che con scritto 'se scrivi ancora ti scanniamo i figli ed il cane'. Hanno detto se scrivi ancora, facendo riferimento a cosa? A queste denunce, a queste mie segnalazioni".

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