
Lamezia Terme – Sulla gestione delle risorse del Fondo per le Non Autosufficienze (FNA) destinate dall’ASP di Catanzaro alle persone con disabilità gravissima che necessitano di assistenza domiciliare sercondo Liberali di Lamezia Terme "è necessario fare chiarezza. Da più parti, comprese realtà dell’associazionismo e famiglie direttamente interessate, sono state segnalate ai Liberali di Lamezia Terme alcune situazioni che riteniamo meritevoli di un puntuale approfondimento da parte degli enti competenti. In particolare, è stata segnalata la possibile contemporanea fruizione, da parte di alcuni beneficiari, dell’assegno di cura previsto per le persone con disabilità gravissima e di servizi di assistenza domiciliare finanziati dal Comune di Lamezia Terme. Non spetta alla politica stabilire se tali situazioni configurino irregolarità. Spetta agli uffici competenti verificarlo. Riteniamo, però, necessario un controllo puntuale per accertare se vi siano effettive sovrapposizioni tra prestazioni aventi la stessa finalità. La questione merita attenzione anche alla luce della disciplina dell’ASP di Catanzaro relativa all’assegno di cura per la disabilità gravissima, che ne stabilisce il carattere sostitutivo rispetto a servizi o prestazioni socio-assistenziali aventi la medesima finalità. Se dagli accertamenti dovessero emergere situazioni non compatibili con i criteri previsti, sarà necessario intervenire affinché le risorse disponibili possano essere utilizzate anche a favore delle persone che, pur avendone bisogno, sono ancora prive di assistenza. Per questo chiediamo al Comune di Lamezia Terme e all’ASP di Catanzaro, ciascuno per le proprie competenze, di effettuare le necessarie verifiche e di chiarire quali strumenti di coordinamento siano stati adottati per evitare eventuali duplicazioni".
"La nostra richiesta - sostengono i Liberali di Lamezia - non è quella di togliere un servizio a chi ne ha diritto. È quella di garantire che nessuna persona con disabilità rimanga senza assistenza a causa di una possibile carenza di coordinamento tra le amministrazioni. Qualora dalle verifiche dovessero emergere posti o risorse effettivamente disponibili, chiediamo inoltre di valutare, ove ne ricorrano i presupposti, lo scorrimento delle graduatorie comunali, così da consentire a un numero maggiore di persone di accedere ai servizi".
La questione dell’assistenza domiciliare porta a una riflessione più ampia: "come vengono coordinati i diversi interventi destinati alla persona con disabilità? Il FNA rappresenta una delle risorse attraverso cui possono essere finanziati interventi a sostegno delle persone non autosufficienti. Il Progetto di Vita individuale, personalizzato e partecipato ha invece una funzione più ampia: deve costruire intorno alla persona un percorso unitario, mettendo in relazione bisogni, obiettivi, servizi e risorse. È proprio questo il punto sul quale occorre intervenire. Individuare un bisogno non è sufficiente se poi non vengono garantiti i sostegni necessari per affrontarlo. Il Progetto di Vita deve quindi tradursi in interventi concreti e non rimanere soltanto un documento. Deve essere chiaro quali servizi devono essere attivati, chi deve garantirli, quali risorse sono disponibili e in quali tempi devono essere realizzati. Altrimenti si corre il rischio di riconoscere correttamente i bisogni della persona senza riuscire a dare loro una risposta concreta".
Le criticità del Progetto di Vita
Una delle principali criticità secondo i Liberati riguarda "la frammentazione dei servizi. Le famiglie si trovano spesso a dover mettere insieme Comune, ASP, scuola, servizi sociali e sanitari e altri soggetti coinvolti nella presa in carico. Dovrebbe invece essere il sistema pubblico a garantire un coordinamento efficace, evitando che siano le famiglie a dover svolgere il ruolo di collegamento tra istituzioni diverse. Il Progetto di Vita dovrebbe servire proprio a questo: costruire un percorso integrato e personalizzato intorno alla persona, evitando interventi frammentati o privi di continuità. Particolare attenzione deve essere riservata alle persone con autismo. Quando necessario, il progetto deve considerare non soltanto l’assistenza, ma anche la comunicazione, l’autonomia personale, le relazioni, la socialità, l’educazione, la formazione, il lavoro e la vita indipendente. Non basta, quindi, affermare che Comune, ASP, scuola e servizi devono collaborare. È necessario che questa collaborazione sia concreta, che vi siano responsabilità definite e che alle esigenze individuate corrispondano servizi e risorse effettivamente disponibili. Servono trasparenza e coordinamento".
Per i Liberali di Lamezia Terme è necessario "aprire un confronto tra Comune, ASP, famiglie e associazioni per verificare come vengono gestiti e coordinati i diversi interventi a favore delle persone con disabilità. Chiediamo, in particolare: una verifica sull’eventuale sovrapposizione tra le diverse forme di assistenza domiciliare; maggiore coordinamento tra Comune e ASP; trasparenza sui criteri di accesso e sulla gestione delle graduatorie; la valutazione dello scorrimento delle graduatorie, ove ne ricorrano i presupposti; una verifica sull’effettiva attuazione dei Progetti di Vita; continuità degli interventi e dei servizi necessari; una maggiore integrazione tra servizi sociali, sanitari, educativi e assistenziali".
I Liberali di Lamezia Terme concludono affermando che "non intendono formulare accuse né alimentare contrapposizioni tra famiglie. Chiediamo che siano gli enti competenti a verificare i fatti e a fornire risposte chiare. Quello che chiediamo è trasparenza nell’utilizzo delle risorse, coordinamento tra le istituzioni e pari attenzione ai bisogni delle persone con disabilità. Perché dietro ogni graduatoria, ogni domanda e ogni procedimento amministrativo c’è una persona e c’è una famiglia che ha bisogno di risposte. Il Progetto di Vita non può rimanere sulla carta. Deve diventare un percorso concreto di servizi, sostegni e opportunità, costruito intorno alla persona e realmente attuato".
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