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Lorica - Nel cuore di Lorica, dove il lago riflette il cielo e la Sila sembra trattenere il respiro, si è aperta ieri la XV edizione di Lorica Libro Amica, rassegna ormai consolidata nel panorama culturale calabrese. Il primo appuntamento non è stato soltanto un momento inaugurale, ma un vero atto di restituzione culturale: un territorio che si racconta attraverso la ricerca, la memoria, le immagini, le testimonianze e le voci di chi continua a credere nel valore profondo dei luoghi.
Al centro dell’incontro la presentazione del volume di Franco Emilio Carlino,“Storia di un territorio. Il Reventino-Savuto”, un’opera di oltre quattrocento pagine che ricostruisce, con rigore documentario e passione civile, la storia di un’area complessa e spesso poco conosciuta della Calabria. Borghi, famiglie, casati, architetture, tradizioni e vicende comunitarie compongono un mosaico prezioso, capace di restituire identità e profondità storica a un territorio decisivo per comprendere la storia regionale.

Tra gli interventi anche quello di Giovanni Renda, autore della prefazione del volume, che ha sottolineato il significato culturale e civile dell’opera. Nel suo contributo ha evidenziato come raccontare i borghi non significhi compiere un esercizio nostalgico, ma assumersi una responsabilità precisa: custodire la memoria, rafforzare l’identità e offrire strumenti per immaginare il futuro.

"Un territorio cresce quando riesce a conoscere sé stesso", ha ricordato Renda, richiamando uno dei passaggi centrali della sua riflessione. Ogni progetto di sviluppo, ha aggiunto, dovrebbe partire da ciò che un luogo rappresenta, dalla sua storia, dalle sue tradizioni e dalle caratteristiche che lo rendono unico, perché nessuna comunità può costruire il proprio futuro ignorando ciò che è stata.  Nel suo intervento, Renda ha inoltre richiamato l’attenzione sulla necessità di andare oltre una visione episodica della valorizzazione dei piccoli centri. Eventi, manifestazioni e sagre hanno certamente un valore importante perché favoriscono incontro e partecipazione, ma da soli non bastano a costruire una prospettiva duratura. Quando l’evento finisce, la vita del borgo continua; restano le domande sul futuro, sulle opportunità, sulla capacità di trattenere i giovani e di offrire loro motivi per credere nel proprio territorio.

Da qui il valore della storia, intesa non come materia da conservare soltanto negli archivi o da ricordare nelle ricorrenze, ma come risorsa concreta. La storia permette a una comunità di riconoscersi, di comprendere la propria identità e di trasformarla in elemento di forza. In questa prospettiva, il libro di Franco Emilio Carlino diventa non solo uno strumento di conoscenza, ma anche una mappa identitaria per le comunità del Reventino-Savuto.
Renda ha definito il Reventino-Savuto un territorio che non chiede celebrazioni, ma comprensione; che non cerca slogan, ma studio; che non vuole essere guardato dall’alto, ma attraversato con rispetto. Un’area nella quale paesi diversi, esperienze umane, tradizioni e memorie locali concorrono a formare una storia comune e un patrimonio condiviso.

L’incontro, guidato dal giornalista Andrea Vulpitta, ha visto la partecipazione di Giuseppe Musolino, che ha collocato il Reventino-Savuto all’interno di un quadro storico più ampio; di Mario Migliarese, autore delle fotografie del volume e cofondatore di*'u ĥoculàru*, che ha offerto al pubblico anche un intenso momento musicale in dialetto; e dello stesso Franco Emilio Carlino, che ha raccontato la genesi dell’opera, il lungo lavoro di ricerca e le motivazioni profonde che lo hanno accompagnato.

La sede del Parco Nazionale della Sila ha accolto un pubblico numeroso e attento, confermando Lorica come luogo simbolico di incontro, confronto e riflessione. Ancora una volta, Lorica Libro Amica si conferma un presidio culturale nel quale la Calabria non viene semplicemente descritta, ma interpretata, discussa e condivisa.

Il primo appuntamento della XV edizione ha mostrato con chiarezza la capacità della rassegna di crescere, radicarsi e generare dialogo. La cultura, quando nasce nei luoghi e per i luoghi, diventa comunità. E ieri, a Lorica, la comunità c’era. Come è stato ricordato nel corso dell’incontro, i territori non perdono il loro valore quando attraversano periodi difficili; lo perdono quando smettono di riconoscersi nella propria storia e quando dimenticano ciò che li ha resi ciò che sono. Finché una comunità continuerà a custodire la propria memoria e a trasmetterla alle nuove generazioni, continuerà ad avere identità, consapevolezza e futuro.

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