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Martirano Lombardo - “Essere un insegnante è un’occasione per dar nomi alle cose. La musica è una questione di suoni, di feeling. Parlare ad un musicista e poter spiegare cosa provi mentre suoni è un buon metodo per comprendere la musica nella sua pienezza. L’insegnamento è per me molto importante proprio perché ti permette di migliorare le tue capacità comunicative con gli altri”.
 Il primo grande evento targato “RockOn” 2015, la rassegna musicale organizzata dall’omonima associazione guidata da Vittorio Lanzo, ha visto sbarcare nella nostra regione un altro pezzo da novanta della storia della musica rock: Paul Gilbert.


Reduce dalla fortunata tourneé mondiale con i suoi Mr. Big, il celebre guitar hero statunitense, apprezzato didatta già docente presso il prestigioso GIT (Guitar Institute of Technology) di Los Angeles, si è esibito in un’interessante Masterclass in esclusiva regionale nella Sala Polifunzionale “Cesare Nava” di Martirano Lombardo, per la nona tappa di un Clinic Tour monumentale con ben 15 date in Italia. 
Inserito al 4º posto dalla rivista GuitarOne nella lista dei più grandi shredders di tutti i tempi, mentre Guitar World lo ha menzionato tra i 50 chitarristi più veloci, Gilbert, dai primi anni con la Shrapnel Records di Mike Varney ad oggi, si è imposto come musicista completo e versatile, in grado di contaminare il classico shredding anni ’80 con elementi blues, jazz, latinoamericani e powerpop.
Un background sfoggiato inevitabilmente nella Masterclass di Martirano, un evento didattico rivolto a musicisti e semplici appassionati in cui l’axeman di Carbondale ha dispensato consigli e approfondimenti su metodi, tecniche e lick attraverso composizioni strumentali e classici del rock, sostenuto dall’ottima sezione ritmica composta da Bruno Cucé (CPM) al basso e Davide Calabretta (YTSE Jam Kr) alla batteria. 
Tra un brano e l’altro, piccole ma preziose lezioni di musica e chitarra incentrate su accordi, arpeggi, bending, sincope, accompagnate da dimostrazioni inserite prevalentemente all’interno di must e standard universali.

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Tanto hard rock (“Born To Be Wild” degli Steppenwolf e continui riferimenti ad Ac/Dc), blues (“Born Under A Bad Sign” di Albert King e “Red House” di Jimi Hendrix), pop rock (un’incredibile “While My Guitar Gently Weeps”, perché “imparare le canzoni dei Beatles rende musicisti migliori”) e una sana dose di jazz che rivela una recente passione per il clarinetto.
Esecuzioni travolgenti in nome di un enciclopedismo notevole, rispettoso della tradizione ma del tutto personale tra immancabili plettrate alternate, bending, vibrato e, ovviamente, shred neoclassico: un trademark mai ingombrante per uno stile sempre più groovy, prodotto di una sensibile evoluzione musicale e di un grande feeling al servizio di una tecnica sbalorditiva.
Didatta rigoroso ma anche showman consumato ed empatico, Gilbert si è poi lanciato in una divertente jam session con temerari chitarristi tra il pubblico sulle note di “Back In Black” degli Ac/Dc, “Jailbreak” dei Thin Lizzy e dell’immortale “Little Wing”, altro grande classico firmato Hendrix.
 Chiusura affidata, ancora una volta, a vibrato e bending  con un nuovo solo jazz concepito per sassofono (altra infatuazione) e un irresistibile omaggio a Robin Trower, definito “my bending hero”. 
In attesa del consueto appuntamento estivo, il “RockOn” si conferma punto di riferimento importante per tutti gli appassionati calabresi, grazie alla straordinaria performance di uno dei più grandi chitarristi e clinician al mondo, sei anni dopo la sua ultima apparizione nella nostra regione. Un musicista fenomenale e un artista completo, ma soprattutto una persona vera. Anche questo è rock’n’roll.

Francesco Sacco

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