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Lamezia Terme - Un film delicato e crudo nello stesso tempo, che sa raccontare con poetico realismo il dramma di chi è straniero ma anche di chi è “straniero in patria”: questo è “Cover boy” di Carmine Amoruso, che inaugura al Tip Teatro la rassegna cinematografica “Mare Davanti”, una serie di quattro pellicole sul tema dell’emigrazione, vista e declinata dai migliori registi emergenti del nuovo cinema italiano. La rassegna è a cura di Stefano Perrella, cineasta lametino formatosi a Roma presso la NUCT (Nuova Università del Cinema e delle Televisioni),  con la quale ha successivamente collaborato. Dopo approfonditi studi di Storia e Critica cinematografica,  Perrella ha inoltre lavorato ad un progetto sperimentale di digitalizzazione della pellicola presso il D-Lab di Cinecittà insieme al cineasta Mario Chiari. Recente la sua collaborazione con il Tip Teatro, in particolare attraverso la creazione della cosiddetta “Biblioteca Galleggiante”,  che comprende al momento più di 3.500 testi - donati nella quasi totalità dallo stesso Perrella –   e che rappresenta  al momento la più ampia biblioteca dello spettacolo presente nel comprensorio. Interessante la scelta dell’attualissimo tema dell’emigrazione, perché, dice Perrella, “il nuovo cinema italiano la racconta considerando la natura ormai quasi multimediale della mobilità e del viaggio : è uno spostamento esistenziale ed emotivo attraverso cui le persone varcano confini non solo geografici ma socioculturali”. 

Approfondita la sua introduzione allo splendido film di Amoruso, formatosi alla scuola di Monicelli e già autore del discusso “Come mi vuoi”,  prima vera pellicola italiana sul tema dei transgender. Nonostante il brillante precedente, dopo essere stato decurtato dei finanziamenti, “Cover boy” è stato più volte ritoccato nella sceneggiatura, e molte scene sono state girate su ambientazioni già esistenti e addirittura reali. Ma la cosa è diventata un punto di forza, regalando esiti inattesi di vivida bellezza, “in una Roma – sottolinea Perrella – vista con gli occhi di due nuovi poveri che provano ad unire le loro solitudini.” Ancora un segno di come la scarsità dei mezzi non possa nulla di fronte alla grandezza delle idee. Dopo “Mare Davanti” Perrella ha già in programma una rassegna che si terrà al Tip da Gennaio a Marzo sui “documentari di creazione”, pellicole di un filone poco conosciuto, in cui la visione del regista incide di più rispetto alla classica, asettica narrazione documentaristica cui siamo abituati.

Giulia De Sensi

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