
Lamezia Terme – Recuperare i valori delle memoria, della resistenza e dei suoi eroi non conosciuti da tutti, come il carabiniere e soldato Francesco Majone. Majone nelle sue annotazioni giornaliere riportate in: "Diario di Francesco Majone, la storia di un carabiniere calabrese in Albania dal (1940 – 1942)", curate e analizzate dallo storico Francesco Fabbricatore ha riportato il conflitto in terra di Albania, “con tanto di documentazioni, rari volantini resistenziali, le ingerenze dei tedeschi, la nascita del partito comunista albanese e del materiale fotografico”. “Majone - ha aggiunto Fabbricatore - è da considerarsi come un eroe che non si piegò alle brutture nazifasciste e fa parte di quei oltre 600mila o 8mila I.M.I, i militari italiani internati nei lager nazisti, che non vollero collaborare alla realizzazione della Repubblica Sociale di Salò”. “Un diario - ha spiegato il coordinatore dell’evento, il giornalista Pantaleone Sergi - che in Calabria merita di avere un posto di rilievo”. A dare un ulteriore ricordo di Francesco è l’avvocato e consigliere comunale Luigi Muraca nipote di Majone. “Mio nonno faceva parte di quel gruppo di uomini che non volevano sottomettersi al governo fascista di allora”. Muraca ha evidenziato anche i lati legati alla forte e decisa personalità del nonno, “era severo ma equanime e, uno dei regali più grandi che mi fece fu un monito, un insegnamento sui valori resistenziali che tutti dobbiamo portare avanti”.

Gli storici Giuseppe Masi e Giuseppe Ferraro hanno invece delucidato la genesi, il contesto del diario scritto durante la guerra nei Balcani e le relative storie che questi vuole portare ad ampia conoscenza. Masi ha rimarcato sui soprusi “patiti dagli I.M.I. nei campi di prigionia”. “Queste vessazioni e oppressioni - ha aggiunto Ferraro - erano dovute ad una guerra nata, soprattutto, per questioni etniche. Majone sceglie patriotticamente di rimanere con gli oltre 600mila I.M.I. per opporsi alla Repubblica sociale di Salò”. “Si tratta di un libro - ha concluso lo storico - che fa bene alla storia del nostro territorio spingendoci ad averne una visione a raggio più ampio”. A rendere omaggio e a portare i saluti da parte di Vincenzo Paticchio (Generale di Brigata dei carabinieri) alla figura del carabiniere Majone è il colonnello Ugo Vescio, che ne elogia la figura: “il capitano Majone ha saputo con la sua eroicità rendere grande la nostra Istituzione”.
I saluti istituzionali sono stati portati dal sindaco Paolo Mascaro che sottolinea l’importanza dell’Istituto Antifascista presieduto da Sergi. Il Primo cittadino ha definito l’evento culturale come, “un’occasione per rappresentare ciò che è stato, in modo che ognuno di noi ne mantenga vivo il ricordo, queste importanti istituzioni - ha osservato - servono proprio a tramandare alle giovani generazioni significative vicende storiche dalle quali trarne degli insegnamenti”. All’evento erano presenti anche alcuni familiari di Francesco Majone fra cui il nipote che porta il suo stesso nome, la figlia Angelina che ricorda commossa, “quando mio padre Francesco tornò dall’Albania era irriconoscibile, era un cadavere consumato dalla fame e dai maltrattamenti subiti durante l’internamento”. Il volume è stato presentato nell’ex municipio di Sambiase.
Francesco Ielà


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