
Lamezia Terme – “Una boccata di cultura” per i ragazzi del Liceo Galilei, che hanno incontrato lo scrittore calabrese Gioacchino Criaco, in un evento moderato dalla professoressa Miriam Rocca, con la partnership di Fondazione Trame, rappresentata da Claudia Caruso. Criaco è infatti fra gli autori del libro “L’agenda ritrovata. Sette racconti per Paolo Borsellino” a cura di Marco Balzano e Gianni Biondelli, edito da Feltrinelli nel 2017, che in occasione del trentennale dalle stragi del ’92 i ragazzi dello Scientifico hanno letto e analizzato soffermandosi sui temi della memoria e della responsabilità individuale, senza tralasciare l’inquadramento storico del fenomeno mafioso. Il libro vede accanto a Criaco altri nomi illustri della letteratura italiana contemporanea, come il Premio Strega Helena Janeczek, Diego De Silva, Carlo Lucarelli, in un incontro ideale fra autori diversi, provenienti da diversi luoghi d’Italia, uniti moralmente nella lotta alla criminalità organizzata, come è stato sottolineato dagli studenti Christian Bevilacqua e Luca Augello, intervenuti in fase introduttiva, prima di lasciare la parola allo scrittore.
Nativo di Africo in provincia di Reggio, figlio di pastori, cresciuto in un ambiente devastato dalla ‘ndrangheta, Criaco ha reso testimonianza di come realizzarsi nella vita e far fruttare i propri talenti sia un’occasione che può essere colta da tutti, anche se si cresce in Calabria. Salvato durante l’adolescenza da una biblioteca di paese letta da cima a fondo, dove tutti si fermavano solo per ammirare la giovane attendente, Criaco parte per Bologna per studiare Giurisprudenza, mentre tutti i giovani che ha visto crescere con lui “finiscono per fare una brutta fine”. Gira il mondo lavorando – Francia, Stati Uniti – ma non dimentica mai la propria terra, con la quale si sente in debito e per la quale sente in ogni modo di dover fare qualcosa, perché “salvarsi da soli non ha senso”. Così ritorna, e nel 2008 esce il suo esordio letterario “Anime nere”, battipista del noir calabrese, dal quale viene tratto l’omonimo film vincitore di nove David di Donatello, che oltre a renderlo giustamente famoso, getta luce nuova su un universo fuori dai riflettori nazionali spingendo il pubblico a riflettere. Criaco chiarisce tuttavia che, come emerge dal racconto contenuto ne “L’agenda dimenticata”, il suo scopo non è soltanto quello di farsi sentire all’esterno: perché “ogni vero cambiamento parte da una presa di coscienza interna, da un cambio di mentalità. Non ho mai inteso la scrittura come un modo per parlare al mondo: scrivo per parlare ai miei”.
Giulia De Sensi
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